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COVID 19: la situazione ci sta sfuggendo di mano

Di Caterina Franchina
homepage ics Sovizzo
Scorrono lentamente i giorni di questa segregazione spontanea forzata: non c’è giorno che non ci appesantiscano in televisione e sui media di tutti i tipi con bollettini di morte e situazioni strazianti che riguardano la condizione dei nostri ospedali di una sanità che si è tagliata fino all’osso e ora ci si è accorti di quanto importante fosse.
C’è in gioco la vita umana: non abbiamo posti letto a sufficienza, non abbiamo medici, infermieri dottori ma soprattutto ospedali degni di questo nome.
L’uomo si era creduto invincibile ed eterno: imprevedibile si abbattasse su di noi tale cataclisma sanitario che ci ha fatto dimenticare il dramma, peraltro vissuto in modo distaccato e superiore, dei disperati morti annegati nei nostri mari perchè i disperati siamo diventati noi.
Ci indigniamo perchè qualcuno ci considera appestati ma nel top della messa in atto della legge del contrappasso con fare spocchioso e menefreghista ci gustavamo lo spettacoli dei morti in mare perchè “qui non si entra”… “loro portano le malattie a casa nostra”… “se li tenesse l’Europa”.
E ora che l’Europa ci tratta come Calimero, il tricolore sbiadito dalla paura cerca di trovare forza e energia, forse per la prima volta nella storia del nostro popolo, per rinascere da solo, o quasi.
Già, per la prima volta a venirci incontro non sono stati gli USA o qualcuno dei presunti alleati della parte occidentale del mondo ma la Cina, popolo lontano da noi e dalla nostra cultura ma dal quale, probabilmente, qualche imprenditore padano ha portato in dono nella nostra penisola non solo contratti ma un “regalo speciale”, lo sporco e maledetto Coronavirus. La Cina c’è e responsabilmente e di questo ne prendiamo atto, per quando ne usciremo e ci ricorderemo che il grande progetto politico sarà uscire dall’Europa e ricominciare da noi.
Emergenza su tutti i fronti, ci dobbiamo proteggere ma non abbiamo gli strumenti: chi vi scrive, per prima è ancora priva di mascherine (in giro non se ne trovano neanche a pagarle oro) e reduce da precedenti patologie è in attesa (con qualche preoccupazione in più della media), niente meno che dall’Inghilterra (ordinate in tempo utile prima che anche loro considerassero il Covid 19 una vera emergenza), arrivino le mascherine ffp3 per la famiglia e anche per i genitori che vivono dall’altro capo dell’Italia.
Si muore e si muore con “democrazia” senza preferenza di sesso, di ceto sociale, tutti veniamo trascinati per ben che ci vada nel panico o in ospedale nella speranza di uscirne o senza appello di morire abbattutti come una tessera del domino.
In questo quadro a tinte foschissime oltre ai già stra-apprezzati membri delle forze dell’ordine, ai sanitari, a sindaci e impiegati comunali, ai commessi del supermercato, ai camionisti, ai farmacisti, vorremo aggiungere un grazie formato famiglia rivolto alle insegnanti (con un abbraccio virtuale esteso anche a coloro che dentro la scuola ci sono in questi giorni, Ata e dirigenti):
sui gruppi whatsapp dei genitori arrivano messaggi ricolmi di affetto (oltre che i compiti:-) che hanno fatto commuovere noi genitori e bambini e in una meravigliosa iniziativa promossa dalle rappresentanti la risposta è stata questa, uno per uno, da parte di tutti gli allievi: ANDRA’ TUTTO BENE.
CLAUDIA
Mi raccomando, rispettiamo le regole: «Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani»

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