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Italia del futuro


di Giuseppe RIGONI. Ieri ero a NAPOLI per lavoro certo, io viaggio moltissimo per lavoro,
ero a Napoli a San Giovanni a Teduccio, a contatto con un grosso
industriale purosangue napoletano, e parlando di commesse future ho
compreso in quale abisso sia finito il Nord Italia che avevo
abbandonato da poco, e che un tempo riceveva le commesse dall’America,
commesse che poi girava al meridione.
In questo momento sembra che a riceverle sia il meridione al posto
nostro, in quanto nel fondo, è più unito del Nord Italia, pur nella
sua precarità il meridione non ha fomentato al suo interno elementi di
odio trasversale e di possibile disgregazione, come il Nord Italia,
il Sud è sempre più autosufficiente, grazie ad un graduale
rafforzamento di alcune strutture industriali strategiche, ed in
futuro grazie anche alla sua collocazione strategica al centro del
Mediterraneo, potrà ispirare più fidicia del Nord Italia agli
investitori americani.
Il Sud Italia non è più la palla al piede che paralizza il futuro
dell’Italia, ma diventerà senz’altro una fonte di ricchezza, se saprà
in particolare sviluppare oltre all’industria, anche il turismo, e con
esso tutta la filiera alimentare che lo caratterizza, dunque chi
dipinge il Sud come arretrato ed indegno di far parte dell’Italia
moderna, o peggio ancora ne sollecita la secessione, nei fatti sta
togliendo all’Italia una prospettiva certa legata allo sviluppo del
meridione, e con essa di tutta l’Italia.
Il meridione è sì tormentato dai terremoti, e dalle mafie associate,
ma guai a pensare che il meridione sia fermo e privo di prospettive,
Napoli in particolare ha avuto una emigrazione gia nell’Ottocento
verso l’America, e oggi molti napoletani ricoprono posti di rilievo
dentro le grosse industrie americane, e questi legami di amicizia
con la terra madre potranno produrre benefici impensati nel prossimo
futuro.
Una cosa mi ha colpito dai ragionamenti con le persone che ho
avvicinato, sperano tutti che la stupidità secessionista del Nord sia
ricondotta dentro il lecito confine della marginalità politica, perchè
questo fenomeno dispotico di frontismo tra gli Italiani, serve solo
ai nostri concorrenti tedeschi che al contrario di noi si sono
riuniti, ed hanno scelto un Presidente del Consiglio (LA SIGNORA
MERCHEL) che ride solo quando serve, e che lavora per la pace sociale,
e non per dividere la Germania tra coloro che erano comunisti e quelli
che non lo erano.
I comunisti in Italia si sono rafforzati grazie al lavoro mediatico
del Presidente del Consiglio.
Qui, mi ha detto l’industriale che ho incontrato, non è questione
di comunisti, ma solo di malafede di qualcuno, che agita un falso
pericolo delle masse, per mascherare la sua torbida esistenza, e
vorrebbe adattare la giustizia alle sue necessita personali, se
questa teoria dovesse passare
si spalancheranno le porte di una notevole recessione per tutti noi,
ed alla fine perderemo le posizioni di prestigio che la pace nazionale
ci aveva garantito per tanti anni.

PR: 0

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