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Quando l’amore muore

Di Annalisa FARINELLO

IL DOLORE LACERANTE NEL LUTTO PER LA MORTE DI UNA PERSONA CARA…LE STESSE DINAMICHE, LA RABBIA, LA DEPRESSIONE,, IL RIMPIANTO PER QUELLO CHE ABBIAMO O NON ABBIAMO FATTO, CHE FORSE POTEVAMO FARE,
PER CURARLO, PER GUARIRLO, ANCHE QUANDO NON C’ERA PIU’ SPERANZA O RIMEDIO.
LA CHIUSURA IN NOI STESSI , NELLA NOSTRA DISPERAZIONE, NON DIFFERISCE AFFATTO DAL LUTTO CHE PSICHICAMENTE ACCOMPAGNA OGNI TIPO DI PERDITA, DI SEPARAZIONE DEFINITIVA.
LA MORTE DI UN AMORE E’ COME LA MORTE DI UNA PERSONA CARA, LO STESSO STRAZIO, LO STESSO VUOTO, TI SENTI MUTILATO, IMPOTENTE, VINTO.
ANCORA UNA VOLTA, PARADOSSALMENTE, E’ IL NOSTRO INCONSCIO CHE FA DA PADRONE.
RICORDI ANCHE QUELLO CHE NON C’E’ MAI STATO, CHE MAI HAI AVUTO, CHE NON TI HA MAI DATO, CHE SOGNAVI, SPERAVI E ORA CREDI DI AVER PERSO.
NON RICORDI I TORMENTI E LE PENE, LE SOFFERENZE PASSATE.
SEI COMPLETAMENTE DISARMATO, NUDO E INDIFESO IN PREDA A UN CUPO, LACERANTE DOLORE CHE SEMBRA NON FINIRE MAI, NON TROVA SOLLIEVO, NE’ CONFORTO..
LA LOGICA E L’INTELLIGENZA NON TI AIUTANO, L’AUTOPUNIZIONE E’ TOTALE QUASI MASOCHISTICA, DA MANUALE DI PSCHIATRIA.
IL RIFIUTO DI ACCETTARE LA PERDITA, CREDERE ANCORA , SPERARE, ATTENDERE IL MIRACOLO…
COME UN FUNAMBULO INESPERTO, CERCHI DI MANTENERTI IN EQUILIBRIO SUL FILO SOTTILE DELLA SPERANZA.
E POI LA CONSAPEVOLEZZA CHE TUTTO E’ FINITO, QUESTO LO STRAZIO PIU’ GRANDE, ESSERE VIVI E PERCEPIRE LA PROPRIA MORTE. AFFETTIVA , SI’ PERCHE’ SEI MORTO, NON ESISTI PIU’ NEL CUORE E NELLA MENTE DELL’ALTRO/A.
CRONOS IL TEMPO CRONOLOGICO, QUELLO SCANDITO PER CONVENZIONE E KAIROS, IL TEMPO VISSUTO PSICOLOGICAMENTE, VIAGGIANO SU BINARI DIVERSI, SPESSO DIVERGENTI.
PER QUESTO LA SOFFERENZA INTERIORE HA IL SAPORE AMARO DELL’INFINITO.
IL TEMPO DEL VISSUTO LUTTUOSO E’ MOLTO SOGGETTIVO, ED E’ STRETTAMENTE LEGATO
ALL’ INVESTIMENTO AFFETTIVO CHE AVEVAMO FATTO.
ABBIAMO BISOGNO DI ESTERNARE IL NOSTRO DOLORE, DI PIANGERE SE NECESSARIO, DI GRIDARE LA NOSTRA RABBIA, DI DEPRIMERCI PER LA FRUSTRAZIONE, ABBIAMO BISOGNO DI QUALCUNO CHE ACCOLGA LA NOSTRA DISPERAZIONE, CHE CI ASCOLTI SENZA GIUDICARE.
ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO…
COSI’ PIAN PIANO CRONOS PIETOSO SI IMPONE. IL DOLORE SI ATTENUA, SI SMORZA, IL VUOTO DIMINUISCE, LA FERITA NON SANGUINA PIU’, SI RIMARGINA. ARRIVA L’ACCETTAZIONE, INIZIA IL PROCESSO LUNGO E FATICOSO DELL’ELABORAZIONE.
RESTERA’ LA CICATRICE NELL’ANIMA, INEDELEBILE, DETURPANTE TALVOLTA, NESSUN CHIRURGO ESTETICO POTRA’ CANCELLARLA.
MEMORIA DI QUEL PEZZO DELLA NOSTRA VITA AL QUALE E’ STATO COSI’ DIFFICILE RINUNCIARE.
LA FINE DI UN AMORE RAPPRESENTA ANCHE UN MOMENTO DI CRESCITA, DI RAFFORZAMENTO DELLE PROPRIE CAPACITA’ PER SUPERARE ALTRE INEVITABILI PROVE, DIFFICOLTA’ .
PUO’ RAPPRESENTARE L’INIZIO DI UN PERCORSO, LA POSSIBILITA’ DI CONOSCERE MEGLIO NOI STESSI.
CARTESIO AFFERMAVA: “COGITO ERGO SUM, IO PENSO QUINDI SONO, ESISTO”.
ESISTO ANCHE SE LUI/LEI NON C’E’ PIU’, SONO PIU’ FORTE E PIU’ MATURO, HO VINTO, IL FUTURO E’ ANCORA MIO, LA VITA MI ASPETTA!
DOPO OGNI INVERNO, ANCHE IL PIU’ RIGIDO E LUNGO, ARRIVA SEMPRE LA PRIMAVERA.

PR: 0

2 Responses to Quando l’amore muore

  1. giuseppe rigoni

    29 giugno 2010 at 22:26

    Leggere il racconto sulla morte dell’amore, e come rivedere in parte la gioventu di ognuno di noi, molti l’anno vissuta, qualcuno per essa e morto, altri hanno mortificato tutta la loro esistenza in nome dell’amore perduto, e quando questo si intrinseca con la morte di una persona cara, di un fglio, allora è la fine di un doppio amore, che lascia il vuoto attorno, e spesso come una frana investe la vita a due, che cosi sapientemente ci si era costruiti.
    L’errore grande in questo caso e di chiudersi in se stessi, e di pensare che siamo solo noi a suffrire ingiustamente, mentre il contagio dell’amore altri non è che un privilegio, che la vita giovanile ti offre, e che tocca molti di noi, ce chi lo soffre in silenzio, e chi ne trasmette al prossimo ogni pena.
    La bellezza della evoluzione della vita, è saper accettare anche i momenti più tristi, e saper usarli come mattoni per costruire un nuovo edificio per la nostra esistenza, salvando ogni mattone di quel sogno ormai passato. Rigoni Giuseppe

  2. antonio

    19 luglio 2010 at 19:29

    …Ma…l’amore.. non è ..( o ..dovrebbere essere..) eterno..??
    Il condizionale ..è..d’obbligo .. ma con … il vivere moderno..
    (:-( o la società attuale?) che posto può, o.., si può trovare per i sentimenti di… un certo tipo .. ( di tipo tradizionali….. (di tipo come..)..c’era una volta…!)
    Alla fine.. tutto può sembrare una fiaba… una storia…
    ma può succedere anche.. che… (fatto realmente accaduto)
    Il pianto disperato di un bimbo… chè …, mentre (lui e la sua mamma).. se ne stavano tranquillamente seduti ,sotto le fresche pensiline di un bar … al fresco di una torrida estate… (come questa)..per gustarsi un gelato.. (il bimbo) ad un tratto perse la sua mamma ..( la quale doveva correre per spostare la sua macchina ..che era parcheggiata male) ..
    .(all’ improvvisamente) …Il pianto disperato di questo bimbo.!!.. che ebbe termine… quando la sua mamma.., tutta trafelata .. ritornò a riempirlo di coccole …
    Se questo non è amore…dimmi tu cos’è. (L’autore di questa canzone non me lo ricordo.. ma se qualcuno mi può aiutare…?)
    Antonio

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