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Disturbi del sonno


Spesso le persone si lamentano di dormire poco,di dormire male,di soffrire di risvegli notturni o di avere difficoltà ad addormentarsi.
Ma qual’è la funzione del sonno e quali sono le condizioni psicologiche che lo possono influenzare? Passiamo circa un terzo della nostra vita a dormire. Che cosa succede mentre dormiamo? Quali le conseguenze della mancanza di sonno? Il nostro organismo è regolato dai ritmi circadiani in tutte le sue funzioni,ma quella maggiormente influenzata è la funzione veglia-sonno. (E’ sufficiente osservare lo sfasamento sonno-veglia da cambio di fuso orario nei voli transcontinentali.)
La formazione reticolare attivante ascendente FRAA (di cui abbiamo fatto cenno in relazione all’ansia),presenta due ritmi,uno quando siamo svegli e ci permette di “attivarci” per entrare in relazione con il mondo esterno,quando ci addormentiamo tende a ridurre fino a bloccare nella fase del sonno profondo,tutti gli stimoli che arrivano al cervello dagli organi di senso.
Il perchè dormiamo è stato oggetto di numerevoli teorie;si è spesso pensato che il sonno avesse la funzione di far recuperare al nostro cervello le energie che durante lo stato di veglia venivano “consumate”, un momento di quiete,di nuova energia per la giornata successiva.
Con la scoperta delle onde elettriche cerebrali attraverso l’encefalogramma si è dimostrato che lo stato di veglia, continua,in un altro modo,mentre si dorme.
Attraverso questi studi si è potuto verificare come il sonno,caratterizzato da quattro fasi,nella fase R.E.M. (Rapid Eyes Movement) cioè quando si sogna,il nostro cervello lavora a pieno ritmo come durante la fase di veglia.
In questa fase le informazioni,le emozioni,gli avvenimenti del giorno prima vengono raccolte e ordinate dal cervello. E’ la fase del sonno in cui si memorizza,si selezionano le informazioni immagazzinando le più importanti ed eliminando le altre.
E’ importante ricordare che durante il sonno noi sognamo,indipendentemente dal ricordare sognamo sempre,la fase REM è fisiologicamente presente più volte durante le ore in cui dormiamo.
Il dormire è una necessità istintiva dell’uomo,tutto il metabolismo,soprattutto nella fase Rem aumenta aiutando così l’organismo ad immagazzinare energia. Altre funzioni sono caratteristiche del dormire,fegato e reni eliminano in gran quantità tossine,il sistema immunitario produce anticorpi,il midollo osseo produce globuli rossi,l’ormone somatotropo o della crescita (SH),viene secreto maggiormente proprio durante il sonno.
Il sonno quindi è una fase assolutamente necessaria a completare l’equilibrio di tutto il corpo e di conseguenza si può capire quanto possano nuocere la sua mancanza o le sue alterazioni.
Il fattore durata del sonno poi,non è significativo perchè ci sono notevoli differenze individuali.Infatti ci sono persone che dormono solo qualche ora per notte senza nessun disturbo e altre che se dormono meno di dieci ore non si sentono in completo benessere.
E’ quindi la soggettività,indipendentemente dalla durata del sonno,che ci fornisce il parametro per valutare un “disturbo del sonno”.Tutti i disturbi del sonno possono essere occasionali e quindi transitori,legati soprattutto a stati ansiosi e quindi di origine psicologica,si parla in questo caso di insonnia primaria;l’ insonnia cronica è invece un disturbo che può avere origine sia fisica che psichica e viene denominata insonnia secondaria.
L’insonnia primaria è riconducibile in gran parte a stati d’ansia e/o di depressione in relazione a fattori prettamente psicologici.
L’ansia interferisce sulla rapidità con cui ci si addormenta mentre la depressione sulla profondità e continuità del sonno.
Nell’insonnia secondaria,il disagio psicologico è legato a quello morboso (molte malattie sono causa di insonnia secondaria) da cui prende origine.
Si ritiene che molte malattie e disagi derivino da una capacità soggettiva di adattarsi o subire passivamente stimoli e richieste del mondo esterno e le conseguenti relazioni che con esso si instaurano.
E’ anche un momento in cui la mente razionale non può efficacemente controllare la parte istintiva e l’insonnia rappresenterebbe il tentativo di mantenere il controllo anche in questa fase.
Nella persona insonne è presente spesso la tendenza all’ipercontrollo,all’incapacità di “lasciarsi andare”,timorosa del mondo istintivo e per questo il sonno viene vissuto come un momento di passività e di dipendenza.
Restano così presenti tensioni muscolari diffuse,una sorta di allerting che fanno affermare spesso al paziente “sono più stanco di quando sono andato a dormire”. Conseguenze diurne nocive come difficoltà di memoria,confusione mentale,riduzione notevole dell’attenzione,irritabilità,sono tra le osservazioni più frequenti.
Queste situazioni creano spesso grande sofferenza nel paziente che,subendo un calo e talora uno stop nella sua performance lavorativa o di studio,con ripercussioni nel mondo relazionale,sarà tendenzialmente ancora più insicuro e più depresso.
La capacità di riconoscere un proprio limite nell’affrontare un problema,il farsi aiutare non è ammettere di non farcela da soli e quindi di aver fallito,anzi è la voglia di uscire da un circolo vizioso e ricercare una qualità della vita migliore per sè e per coloro che ci stanno attorno. Molto spesso accade che tali problemi,agli occhi degli altri appaiano delle inezie,mentre alla persona che li vive risultano delle enormità: ciò avviene perchè ciascuno di noi si rapporta alla sofferenza in maniera soggettiva anche a seconda del periodo di vita che sta vivendo.
Spesso chi soffre di questi disturbi ricorre a un sonno indotto con sonniferi o psicofarmaci invece di ricercarne la causa,nella maggioranza dei casi prettamente psicologica.
Il sonno indotto da farmaci è diverso da quello naturale,infatti il sonno REM e il sonno profondo sono in proporzioni diverse. In questi soggetti il sonno profondo corrisponde soltanto al 50% del totale fisiologico. Chi dorme con l’utilizzo di queste sostanze deve sapere che abusare di farmaci o assumerli per tempi troppo lunghi crea assuefazione con tutti i rischi conseguenti e una certa crisi di astinenza quando se ne interrompe l’assunzione e che i problemi che hanno generato l’insonnia vengono soltanto “messe a dormire”.

Annalisa Farinello

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