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Ferragosto amarcord – Furci Siculo: quando il Covid..

Furci Siculo 2020
Di Caterina Franchina

C’è una cosa che la morsa di questa pandemia non ci potrà rubare e dove possiamo essere liberi di vivere e volare con il supporto non delle immagini stereotipate e senza emozioni di un banalissimo drone, ormai la costante in ogni cameo video ma delle sensazioni, quelle belle che con l’ausilio di una mano non proprio professionale ma entusiasta ti portavano a bloccare nel tempo un ricordo condiviso.

Chi è nato e cresciuto a Furci Siculo, paesino in provincia di Messina e che ormai, come me, ha un’età di mezzo che ha superato gli anta da un pezzo e corre verso il secondo traguardo dei 50, ha ben scolpito nella mente ogni notte trascorsa del 14 agosto: un rito fantastico!!!

La spiaggia al calar del Sole prendeva una vita non consueta: i ragazzini che nei giorni precedenti avevano accumulato legni e legnetti di ogni tipo sotto il muretto erano pronti al momento topico dell’estate, quello che rappresenta lo spartiacque verso settembre, quello che doveva essere perfetto nello spirito, nei fatti e nella condivisione assoluta che non era social, virtuale ma reale e meravigliosa perchè ti legava alla comitiva come un tatuaggio dell’anima.

Le pizzerie della zona, i panifici, le rosticcerie producevano da asporto in quantità industriale non prodotti di gastronomia ma arancini (il primo che dice arancine merita una pernacchia), pitoni, mozzarelle in carrozza e focaccia di tutti i tipi e lavoravano a spron battuto; le famiglie più intraprendenti organizzavano fantastici barbecue e l’odore della salsiccia servita ai bambini calda nel panino era un rito del gusto senza eguali.

I mille profumi si confondevano con le risate dei ragazzi, nell’aria gioia allo stato puro: non mancavano le chitarre, le canzoni improvvisate in riva al mare da fare impallidire Sanremo per un’atmosfera estemporanea al costo dell’allegria e dei professionisti del vivere la sera delle sere come fosse l’ultima e la più bella di sempre.

Si accendevano i primi falò e da cornice gli immancabili fuochi di artificio.

All’improvviso le urla con il consueto countdown: 10, 9, 8, 7, 6, 5….. Non temete, tutti a correre verso il mare!

L’immancabile bagno di mezzanotte: la sfida a Poseidone e svegliarlo festosi nel suo sonno profondo consueto, gli schizzi, le nuotate con un pò di tremarella per il buio pesto, per poi uscire velocemente e mettersi intorno al fuoco e attendere la mezzanotte, il 15 agosto e poi l’alba, i cornetti caldi al bar e il rientro a casa.

Il giorno dopo, il ferragosto, il 15 si condivideva in famiglia, insieme ai parenti: sveglia tardi e un pranzo luculliano, intorno al tavolo, con l’immancabile anguria a rinfrescare lo spirito e ridare lucidità per registrare gli avvenimenti appena trascorsi con la mente e, ritrovare gli amici per quella notte da non dimenticare mai più, perchè il ferragosto è la festa delle feste al Sud e almeno i ricordi non ce li può togliere nessuno, neanche il sig. Covid.

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