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La Destra tom tom: la Meloni rende noto in tv l’indirizzo della Raggi

«C’è il sindaco di Roma Raggi che da giorni sta lanciando i monopattini in sharing. Se non vado errata, lei abita in un quartiere che si chiama ——– omissis. Sfido il sindaco di Roma ad andare in monopattino da casa sua al Campidoglio». Giorgia Meloni, a Dritto e Rovescio su Retequattro, non usa mezze parole. «Se vuole facciamo una gara, così ci andiamo insieme al Campidoglio».

Il video è postato come sempre facciamo quando vogliamo evitare confutazioni inerenti estrapolazioni di discorsi da contesti e per questo vi invitiamo ad andare, al minuto 9.30 (circa) di questa intervista priva di contenuti a questa rappresentante politica della Destra (fatichiamo per onestà intellettuale a chiamarla leader), dove, in uno slancio di puntuale analisi politica viene detto con leggerezza che il Sindaco abita a…., elemento fondamentale per confutare la campagna ambientalista della Raggi, uno dei temi da sempre cari ai grillini, dai meetup prima e al movimento cinque stelle dopo.

Ubriaca dai consensi che almeno nelle intenzioni di voto la indicano in costante ascesa, attestando i Blues Brothers de noialtri in salsa fascista al terzo o quarto posto tra i partiti italiani, ignorando (o forse no) che per le prese di posizioni monumentali prima contro i Casamonica con relativo corredo di minacce e poi con l’ultima azione con la liberazione della Sede storica di Casapound, la stessa Raggi viva già sotto scorta, la Meloni ci ha tenuto a precisare a tutto il popolo che brama di arrivare alla stessa il quartiere dove la si possa trovare per “stringerle la mano” e festeggiare “con botti degni di Capodanno”.

“Vuoi mettere in strada 20 famiglie italiane, ti ricordo che fra un anno l’attenzione mediatica e la scorta spariranno e tu tornerai ad essere una nullità ma il tuo nome resterà scritto nel libro nero dei camerati che hanno una buona memoria”. E’ quanto è stato scritto, in tweet poi scomparso, diretto alla sindaca di Roma, Virginia Raggiin merito all’inchiesta su Casapound che ha portato al sequestro dell’immobile che il movimento di estrema destra occupa abusivamente da anni a Roma. “Dopo ogni azione massiccia di ripristino della legalità arrivano puntuali le minacce alla sindaca Virginia Raggi. Siete solo dei vigliacchi e dei vigliacchi non si può avere paura” il commento del capogruppo M5S in Campidoglio, Giuliano Pacetti.  “Queste sono le minacce contro una sindaca, Virginia Raggi, – scrive invece la senatrice grillina Barbara Lezzi – che ho solo il merito di perseguire la legalità. Questo bel personaggio avrebbe voluto continuare ad occupare un immobile illegalmente e conosce solo metodi criminali per reagire. Virginia non sarà mai sola. Sappilo, bullo”.

Ma così è la destra 2.0, quella frangia di disonesti, parassiti e arrivisti che dove non arriva la macchina del fango (ricordate l’affaire Berlusconi vs Fini, es.) o la “bestia” (Salvini docet), si affidano a quella carezza fredda della paura/minaccia (non sono arrivate scuse dalla Meloni, ci mancherebbe) che vorrebbe piegare le gambe a gente come il primo cittadino romano che continua a muoversi in una situazione esplosiva e che non molla e già pensa a riproporsi alle prossime elezioni per continuare l’azione politica e non lasciare nulla d’intentato, malgrado tutto.

La Meloni prendesse lezioni di stile e di responsabilità politica e civile.

Noi, non dimentichiamo il passato, perchè è la storia che fa il presente e anticipa il futuro.

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