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Il sacco della Magna Grecia: il Sud gabbato dalla Lega con una magia!

Per chi non conoscesse l’episodio in questione tratto dal poema epico dell’Eneide, lo citiamo brevemente:

Dopo dieci anni di assedio alla città di Troia, i Greci mettono in pratica un’astuzia ideata da Ulisse ed ispirata da Atena in persona. Fingendo di abbandonare l’impresa e di tornare in patria, lasciano sulla spiaggia un enorme cavallo di legno, vuoto, che nasconde al proprio interno i più valorosi guerrieri achei, tra cui lo stesso re di Itaca. Il giovane greco Sinone, fingendo di aver disertato, spiega a Priamo, re di Troia, che il cavallo è stato lasciato per placare l’ira di Atena, offesa per la profanazione del suo tempio compiuta da Ulisse. Tale dono avrebbe dovuto proteggere il ritorno a casa dei Greci, ed era stato costruito in dimensioni tali che i troiani non avrebbero potuto portarlo dentro la città. Nonostante gli avvertimenti del sacerdote Laooconte – che viene subito divorato da serpenti marini – i troiani praticano una breccia nelle loro mura tanto da far entrare il “cavallo” nell’inespugnabile Ilio. In questo modo firmano la loro condanna a morte, dato che nottetempo i greci usciranno dal ventre del cavallo e conquisteranno la città.

L’episodio assume i tratti stringenti di una storia più che vera nel momento in cui, in questo bailamme creato dal Covid 19, giunge la notizia della decisione da parte del Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci di affidare alla Lega l’Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, nello specifico al giornalista e scrittore Alberto Samonà.

Disappunto sui social: una contraddizione in termini assoluta, che assume i contorni della burla alla luce del puntuale articolo di Mirko Isabella, che costringerà sicuramente al massiccio uso di malox, tutti coloro che si sono fatti incantare dal fenomeno leghista.

Eccolo!

Lega Salvini Premier compare per la prima volta alle elezioni politiche del 2018: la scritta viene riportata sulle schede elettorali al posto di Lega Nord, sostituzione poi riproposta sia alle europee del 2019 che alle regionali del 2020.

Non si sa, di preciso, quando muove i primi passi il nuovo partito Lega per Salvini Premier; si può dire che esso nasce, indicativamente, nel 2018: difatti, il relativo Statuto viene pubblicato il 22 Novembre 2018 con il numero 272 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Già in quei giorni, in molti si chiedevano che fine avrebbe fatto il partito storico: la Lega Nord continuerà ad esistere? Il nuovo partito sostituirà in toto quello precedente oppure si tratterà di due entità che, pur nella loro diversità formale, saranno in grado di coesistere?

Una prima risposta a tali interrogativi veniva data da Roberto Calderoli, il quale, in occasione del congresso tenutosi a Milano il 21 dicembre 2019, affermava: “La Lega Nord continuerà ad esistere perché ha dei carichi pendenti con la procura, ed avrà anche un ruolo identitario, frutto dei 40 anni di storia”. Più deciso l’intervento di Umberto Bossi, padre fondatore della Lega Lombarda prima ancora che della Lega Nord, il quale, sempre in occasione del congresso del 2019, sottolineava come l’esistenza della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania non fosse una necessità tecnica, dovuta alla restituzione dei 49 milioni, ma una scelta politica: “Oggi non si chiude nessuna Lega, questo congresso nella sostanza dà la possibilità di avere il doppio tesseramento, sarà possibile essere iscritti alla Lega Nord ed alla Lega per Salvini Premier”.

Una risposta più certa, più ufficiale può essere riscontrata nel Registro nazionale dei partiti politici, consultabile da chiunque, anche online: tutt’oggi, nel Maggio del 2020, la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania risulta iscritta. Difatti, una eventuale cancellazione dal Registro nazionale dei partiti politici deve essere annotata con apposita deliberazione da parte della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza ed il controllo dei rendiconti dei partiti politici: dall’assenza di una deliberazioni di questa natura si può chiaramente dedurre che la Lega Nord esiste ancora. Una prova ulteriore della sua esistenza è data dal fatto che lo statuto della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania è stato nuovamente approvato e novellato nel congresso del 21 dicembre 2019, ovvero in una data successiva a quella della nascita della Lega per Salvini Premier.

Se allora la Lega Nord esiste ancora, vi è un nesso o un rapporto fra Lega Nord e Lega per Salvini Premier?

Nonostante il nuovo partito Lega per Salvini Premier si definisca diverso da quello storico, proclamandosi partito sovranista, non più secessionista, passando da prima il nord a prima gli italiani (aprendo, in tal modo, al Sud), gli statuti dei due partiti presentano molte analogie: i punti in comune sono talmente numerosi che non è scorretto parlare di un’unica entità sostanziale. Ma vi è di più: da un confronto, sia formale che fattuale, fra i due partiti, emerge spesso un nesso di dipendenza della Lega per Salvini Premier dalla Lega Nord.

I motivi che destano perplessità sul grado di autonomia del partito Lega per Salvini Premier e che provano quanto scritto sopra, sono i seguenti:

1) Lega Nord e Lega per Salvini Premier hanno la stessa sede a Milano, in via Bellerio 41 (art. 5 SLN; art.4 SLPSP);

2) molti parlamentari eletti nel 2018 fra le liste Lega per Salvini Premier hanno versato mensilmente, da gennaio 2019 a marzo 2020, contributi nelle casse della Lega Nord (fonte www.leganord.org, nella sezione il movimento/trasparenza contributi L. 3/2019);

3) sovrapposizioni di ruoli e cariche, a cominciare da Matteo Salvini, leader del partito Lega per Salvini Premier ma, nello stesso tempo, anche segretario federale, dal 2013, della Lega Nord;

4) i certificati penali ed i curricula dei vari candidati per la Lega per Salvini Premier alle elezioni europee 2019 e regionali 2020, sono riportati sul sito ufficiale della Lega Nord (fonte www.leganord.org, nella sezione il movimento/elezioni trasparenti);

5) il simbolo della Lega per Salvini Premier “è costituito da un rettangolo di colore blu in cui campeggia la scritta Lega per Salvini Premier in bianco, circondata da una sottile cornice sempre di colore bianco” (art. 3 SLPSP): ma nelle competizioni elettorali del 2019 e del 2020, nel sito internet www.legaonline.it, nella pagina facebook Lega – Salvini Premier ed in generale in quasi tutti i supporti ed i canali di comunicazione la Lega per Salvini Premier ha utilizzato ed utilizza la figura di Alberto da Giussano racchiusa in un cerchio, simbolo che invece appartiene esclusivamente alla Lega Nord (art.3, c.1 SLN). L’art.3 dello SLPSP consente di apportare modifiche o aggiunte al simbolo della Lega per Salvini Premier, ma utilizzare il cerchio racchiudente la figura di Alberto da Giussano presuppone una concessione da parte del Consiglio Federale della Lega Nord, il quale, in base all’art.3, c.4 SLN, “può concedere, anche a fini elettorali, l’utilizzo del simbolo, in tutto o in parte, ad altri movimenti politici le cui affinità con gli obiettivi della Lega Nord sono rimesse alla valutazione del Consiglio Federale” stesso. Si può quindi affermare che il partito Lega per Salvini Premier sia quantomeno affine con gli obiettivi della Lega Nord.

Ma in virtù delle ragioni appena esposte, parlare di affinità sembra riduttivo: i due partiti, nonostante siano associazioni (non riconosciute) distinte e separate sul piano formale, presentano nella sostanza troppe somiglianze e sovrapposizioni a tal punto che nella pratica quotidiana spesso è impossibile distinguere l’uno dall’altro. In quali circostanze Matteo Salvini agisce come leader della Lega per Salvini Premier? Quando come segretario della Lega Nord? In quali occasioni via Bellerio 41 è sede della Lega Nord, e quando della Lega per Salvini premier? Pertanto si può concludere che i due partiti possono essere definiti come un’unica entità sostanziale: da un punto di vista ideologico il vero partito è la Lega Nord, mentre la Lega per Salvini Premier rappresenta una diramazione, un movimento parallelo al primo.

Una strategia ben pianificata; una questione nominale

Se così è, la costituzione nel 2018 della Lega per Salvini Premier non può essere considerata come quel momento di rinnovamento e di cambiamento, attraversato storicamente da quasi tutti i partiti italiani, mediante il quale si è attribuito un nome nuovo con lo scopo di mutare identità (si pensi, ad esempio, al Partito Democratico, nato dai Democratici di Sinistra – DS –, e prima ancora dal Partito Democratico della Sinistra – PDS – ; stesso esempio può essere fatto con partiti di centro-destra).

La Lega per Salvini Premier si affianca alla Lega Nord, non la sostituisce. È stato dunque un escamotage per aumentare il proprio elettorato in tutto il Paese (non più soltanto a Nord), mantenendo l’impianto istituzionale del partito più storico: Lega Nord rimane il partito dominante, ma nell’immaginario collettivo, il partito macroregionale diventa nazionale attraverso il nuovo soggetto Lega per Salvini Premier.

Tale strategia è andata a buon fine soprattutto grazie all’avallo dei mass media tradizionali e di internet.

Da più di un anno, infatti, i maggiori programmi televisivi e le più diffuse testate giornalistiche associano Matteo Salvini alla Lega. Ma a quale Lega? Lega Nord o Lega per Salvini Premier? Quando Matteo Salvini interviene nelle trasmissioni o nei dibattiti televisivi, parla come segretario federale della Lega Nord o come leader della Lega per Salvini premier? E soprattutto, come si fa a riconoscere un qualcosa di determinato, di specifico attraverso un nome comune, che è di per sé generico? In quanti, sentendo o leggendo nomi comuni come forza o partito, riescono a pensare automaticamente ai partiti politici Forza Italia e Partito Democratico?

Un ossimoro

Lega Nord, in realtà, non è altro che il nome abbreviato di Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, partito nato fra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ’90: essa persegue, sin dalla nascita, l’obiettivo dell’indipendenza (finalità confermata anche nella rivisitazione del 2019 dello statuto), ovvero trasformare la Padania in una repubblica indipendente e sovrana (art.1 SLN). L’indipendenza non è solo un obiettivo programmatico, ma è il fine ultimo, la ragione per la quale nasce la Lega Nord. Come fa, allora, un partito del genere ad attecchire ideologicamente al Sud?

Eppure accade. Tralasciando le elezioni regionali in Calabria del 2020, le quali hanno un valore circoscritto ad una sola regione del Sud, si prendano come esempio le elezioni europee del 2019: al Sud (circoscrizione Italia meridionale e circoscrizione Italia insulare) sono stati assegnati alla Lega per Salvini Premier (Lega Nord) 7 seggi su 26, più del 25%.

Come fa un cittadino italiano del Sud a scegliere un rappresentante della Lega Nord (sia esso candidato al parlamento europeo o italiano) se quest’ultimo ha come fine quello di tutelare esclusivamente gli interessi del Nord Italia, più precisamente della Padania, a tal punto da volerne ottenere l’indipendenza dall’Italia?

Se è vero che esiste un’unica entità sostanziale, come è possibile che il Sud vota Lega Nord?

Non è una questione di destra-sinistra: ben vengano i dibattiti, i confronti, gli scontri politici, purché nel rispetto delle regole del gioco democratico. È una questione di logica.

Votare Lega Nord al Sud è un ossimoro.

Fonti: Statuto Lega Nord per l’Indipendenza della Padania, aggiornato al congresso del 21 dicembre 2019 (abbreviato in questo scritto con l’acronimo SLN); Statuto Lega per Salvini premier, pubblicato con il numero 272 della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana datato 22 novembre 2018 (abbreviato in questo scritto con l’acronimo SLPSP); www.legaonline.it; www.leganord.org; www.legapersalvinipremier.it; Registro nazionale dei partiti politici riconosciuti ai sensi del decreto-legge 28 dicembre 2013, n. 149, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 13 (consultabile al link http://www.parlamento.it/1063).

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