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Sgarbi denunciato (finalmente): “Spero che mi ascoltiate…. il virus del buco del cu..”

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Di Caterina Franchina

E dopo le campagne #milanononsiferma e #bergamononsiferma che hanno sulla coscienza un bel pò di morti dovuti al lancio di una campagna sconsiderata protesa al menefreghismo verso le raccomandazioni alla prudenza e alla responsabilità che poi ci hanno portati dritti alla segregazione odierna per salvare le nostre vite, dopo l’ “aprite tutto” di Salvini incommentabile, non abbiamo più parole, dopo Zaia, di cui registriamo la chiara passione verso il Veneto e i veneti ma, neanche lui esente da colpe, invitava il Governo, in tempi già sospetti, a ridare libertà” alle zone rosse, siamo giunti all’apoteosi del nulla. Nel bombardamento delle notizie di ogni giorno di poveri uomini che cadono come mosche colpiti da un ignobile e subdolo cecchino, il Covid 19, ci eravamo persi lui, il tuttologo Sgarbi, colui il quale conclude ogni discussione additando chiunque come “Capra, capra, capra!!!”, cavalcando il suo ruolo di influencer (fatico anche a scriverlo in quanto io per prima non ci credo che possa influenzare qualcuno ma è seguito veramente da tantissimi) aveva emanato l’editto del buco del cu.., pronunciandosi sulla pandemia odierna, in cui, per farla breve il virus era una burla o quasi di virologi in cerca di ribalta (neanche io vado matta per Burioni che in piena pandemia il 10 marzo esce già con il suo libro dal titolo che la dice tutta ” Virus, la grande sfida. Dal coronavirus alla peste: come la scienza può salvare l’umanità “, come speculare in mezzo al lazzaretto.)
Tornando al Pico de Paperis che da Disneyland sbarca su youtube e facebook in carne e ossa  «Ma chi di voi sta male veramente sui milioni che siamo in Italia – spiegava appunto Sgarbi – quei poveretti che prendono la polmonite stavano male, sarebbero stati male comunque anche senza coronavirus».
«[Il virus] attende solo un po’ di caldo per morire perché è talmente potente che a 26 gradi muore. Tu bevi un tè caldo ed è già morto».
E ancora:
«Io vorrei dirvi io giro ovunque – assicura il Critico d’arte – Le uniche zone che mi attraggono sono le zone rosse. Io vorrei andare a Vo’, a Codogno, Bergamo, Lodi».

«Fra 15 giorni sarà finito tutto, tutto. Però intanto ci hanno spiegato che dobbiamo essere prudenti, fermi così come dei coglioni chiusi in casa a letto. Bene se siete a letto, se siete a letto, alzatevi! alzatevi! andate in giro! andate a Codogno! andate a vedere!».
Si tratta di parole piuttosto gravi, che Sgarbi, da one man show qual è, esprime ma non argomenta, mentre passa, attraverso un personaggio pubblico, l’idea che non ci si debba fidare degli esperti, di chi ci governa e cerca di tutelarci (siamo  tuttavia scalpitanti di avere non la notizia della fine della pandemia, siamo realisti ma della soluzione proprio degli scienziati che ci permetta di tornare a vivere) in un periodo in cui è necessario avere un’opinione pubblica coesa, per far fronte all’emergenza sanitaria.

Così è risultata necessaria la denuncia degli scienziati di Patto trasversale per la scienza (Pts) che non potevano girare la testa e fingere l’inesistenza di uno sproloquio di tale portata:

per citare ancora Sgarbi

“SPERO CHE MI ASCOLTIATE MOLTO E CHE FACCIATE CIRCOLARE LE MIE PAROLE. SE
DICONO I MINISTRI DI QUESTO CONSIGLIO DEI MINISTRI CHE C’È IL VIRUS NON
CREDETECI. SONO UN GRUPPO DI INCAPACI TOTALI, ZUCCHE VUOTE CAPRE CAPRE, IL
CAPRA VIRUS HA PRESO IL LORO CERVELLO, I LORO CERVELLI DEL CAZZO E POI
QUANDO VEDETE TUTTE LE TELEVISIONI CHIUDETELE. “

esposto patto trasversale per la scienza contro Vittorio Sgarbi

E finalmente arrivarono le scuse “..non volevo incitare a violare norme”
Ma se anche uno solo lo ha ascoltato e oggi è morto, caro sig. Sgarbi, non si senti responsabile di ciò?

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