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Non permettere mai a nessuno!! Leggetelo tutti..

vivere
Di Caterina FRANCHINA
Troppe volte vedo la gente soffrire a causa di persone che non si preoccupano di generare del male, solo e soltanto come sfogo delle proprie personali frustrazioni. Mi viene in mente quella filosofia del pensiero fantastica che partiva dal concetto della “banalità del male” per concludere che chi fa del male al prossimo lo produce esclusivamente perché non conosce il bene, perché per sua natura fare del bene fa bene.
In sintesi fare il bene è un atto egoistico nella sua azione perché produce effetti benefici in primis verso chi lo esercita e poi verso il destinatario di un’azione positiva e propositiva nei suoi effetti.
Ed allora qual è l’assunto fondamentale di un disamina che sembra ripetitiva nelle parole ma assolutamente fondamentale nell’interazione del nostro vivere quotidiano?
Che bisogna denunciare e ribellarsi quando:
in coppia,
in famiglia,
con gli amici,
sul posto di lavoro,
OVUNQUE
un’azione prodotta da terzi produca un’effetto che fa soffrire.
Interiorizzare la sofferenza fa star male prima psicologicamente e poi fisicamente e produce effetti che, come un sasso gettato nello stagno genera una reazione a catena terrificante producendo per converso malcontento
in coppia,
in famiglia,
con gli amici,
sul posto di lavoro,
OVUNQUE
come espressione della profonda insoddisfazione che ci logora che, come una goccia cinese, se lasciata andare, ci uccide, prima di ogni cosa, DENTRO!!
E allora prendiamo in mano la nostra vita, riduciamo al silenzio la paura di scappare di fronte alle difficoltà, agli accadimenti negativi della vita, già la vita: unica, un dono che non possiamo rendere indietro ma un investimento da far fruttare fino a che morte non ci separi, come processo ineluttabile e conclusivo del suo flusso inarrestabile.
Il sorriso genera le rughe quando dietro nasconde la smorfia di un dolore malcelato ma quando è sincero ed espressione di una conquista maturata, giorno per giorno, nei confronti degli eventi rende piccolo e insignificante anche il più crudele negriero.
Guardatevi intorno, a ciascuno di noi è capitato di incontrarne uno:
non sorride mai, nella maggior parte dei casi pensa solo al lavoro, ha la famiglia solo sulla carta e mostra orgoglioso delle foto dei propri “cari” perché è l’unica modalità di interazione con gli stessi rimasta, esalta eventi e ricordi ma quando lo vedi è attaccato a una bottiglia di alcool che consuma in modo smodato come il cibo, vive per la sua auto o un hobby ma dentro è arido, crudo, morto ormai da un pezzo.
E se ti vede felice? Se gli dai espressione di amore e di rispetto verso la tua famiglia?
Dice che non vai bene, che sei inadeguato e inaffidabile perché lui passa quindici ore al lavoro e tu no, lui sa dare importanza alle cose che contano mentre tu, sei inaffidabile.
Hai materializzato la fisicità del tuo “amico” negriero, bene: tu non sarai proprio l’uomo/la donna più fortunato/a dell’universo se ne hai uno nella tua vita da sopportare sta peggio lui a sopportare la sua vita.
Mai nessuno ci può condannare per sport a soffrire per bilanciare la sua esistenza vuota e meschina: ribellarsi è un imperativo categorico da esercitare come una bandiera feroce nei confronti del nulla che corrode.
La più grande scelta di campo, di valore, di sostanza che si possa fare è quella di esercitare come vessillo di umanità la cura: amando e amandosi tutto avrà sempre comunque un senso e la tristezza sarà condannata all’isolamento eterno, quello tipico della meschinità
Fate dei bei sogni ora: la vita è adesso ed è un meraviglioso ballo senza l’incombere di una mezzanotte ruba sogni perché, Io, so già che la carrozza è fuori ad aspettarmi ma la musica va ed il mio orologio è senza tempo, questo è il segreto della felicità!

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