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Creazzo dentro il cuore: ora abbiamo le prove!

Oggi abbiamo direzionato la nostra macchina verso la zona collinare del nostro bel paesello, già, nostro.
Sono passati undici anni da quando abbiamo fatto la nostra scelta di vita, acquistare casa e vivere in questo territorio ma non solo per dormirci, passare il nostro quotidiano in modo anonimo ma farlo nostro, fino in fondo.
Questa lettera è una prova di grande amore, quella che si scrive forse una volta nella vita, quando hai la certezza tra il malinconico e fiero di aver fatto una scelta difficile ma giusta, con il tempo beffardo, a volte e testimone di immense sofferenze ma che ti ha dato ragione perché in fondo hai ciò che ciascuno vorrebbe avere, dei ricordi da custodire e una famiglia, tua, da amare.
Oggi ci siamo persi nell’immenso quando giunti nel nostro Colle nostra figlia ci ha chiesto:”posso vedere Creazzo Colle?” E poi: “è bellissimo qui!”


Qualcuno l’avrebbe chiamata “corrispondenza d’amorosi sensi” questa condivisione del senso della bellezza questa grande emozione data da un posto che da anni, per anni, era stato scelto come un rifugio, un luogo dove i pensieri prendevano il volo scegliendo sempre la vita come risposta.
Nostra figlia ha imparato ad amare questo pezzetto di terra con una visuale da mozzar il fiato, tanto quanto noi, fino a chiedere come un bimbo fa solo al parco giochi, di rimanere lì a contemplarlo.
Lui, Creazzo Colle: quando arrivi lì è d’obbligo afferrare qualsiasi oggetto ti permetta di incorniciarlo perchè troppo bello ed ogni volta t’incanti perché sembra una cartolina di quelle che non fanno più e che tu hai la presunzione di riproporre e quanto vorresti che quelle foto, quel video riproducessero le emozioni del tuo cuore rendendole visibili e condivisibili a tutti, un bene di cui fruire collettivamente.
A girarsi intorno vengono le vertigini e abbiamo la percezione di cosa sia la Sindrome di Stendhal, perchè questa è un’opera d’arte naturale maestosa.
E proprio oggi che Claudia consapevolmente ci ha chiesto di rimanere, si celebrava un matrimonio, metafora nella metafora:
Carmela Maresca era presente a dare solennità a due innamorati che hanno deciso di incorniciare il loro sì in questa meravigliosa realtà, fruendo del bellissimo Palazzo del Colle.
Seduti sugli scalini della Chiesa antistante abbiamo assistito alla scena con la bimba incuriosita dai cuoricini di carta, dalle bolle di sapone e dai palloncini che hanno costituito curiose sfiziosità alla festa degli sposi alla fine della cerimonia.
Un senso di leggerezza e di torpore ha preso le nostre membra: per un attimo abbiamo creduto di essere in un luogo estraneo, in vacanza, con quel retrogusto che solo un momento eccezionale sa dare: quanta emozione nella normalità di una suprema bellezza.
Creazzo Colle è, Claudia adesso è anche tuo che hai imparato ad amarlo e di tutti coloro i quali arrivando in questo scorcio disegnato da Dio avranno come reazione qualche interminabile secondo di stupore infinito.
Incanto…

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