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Le Priare di Montecchio Maggiore: la vera dimora di Babbo Natale

Di Caterina FRANCHINA – “ANNI 42”

Se non l’avete ancora visto o, peggio, le prenotazioni sono già finite (oggi l’ultimo giorno utile), scrivetelo già nel calendario 2016 perchè sicuramente una volta nella vita è necessario passare di qua.
Il Natale rappresenta talmente tante di quelle cose che nella fretta del vivere quotidiano ci rimane la sintesi estrema: “mangiare tanto!”7
E invece…
E invece il Natale è spiritualità, è condivisione, rinnovazione d’amore e di affetti, il Natale è meraviglia e ancora magia.
Negli occhi dei bambini, che ogni anno vivono con rinnovata consapevolezza questa ricorrenza si celebra un “film dal finale sempre diverso”, carico di sogni e aspettative che non rimangono mai deluse perchè guidate dalla purezza estrema di un cuore non ancora contaminato dalle “polveri sottili” degli adulti.
Senza però piombare in un’analisa negativa protesa a promuovere la rivoluzione under 10 alla conquista del baby power contro questa infame politica di assassinio quotidiano dei sogni, succede che a volte, come in questo caso, esista un gruppo di adulti eletti, nello specifico della città di Montecchio Maggiore che in collaborazione con l’Associazione Storica Città del Grifo hanno fatto del complesso delle cave sotterranee detto delle “Priare”, ubicato poco sotto uno dei due castelli scaligeri di Bellaguardia e della Villa, meglio noti come “i castelli di Giulietta e Romeo”, un luogo incantato, dove tra luci e penombre spuntano personaggi magici: chi sono? Nella più perfetta organizzazione a misura dei bambini (un tendone riscaldato permette una serena attesa lontana dal freddo tipico della stagione nell’avvicendarsi tra un gruppo e l’altro di visitatori), si appropinqua, in primis “Il Direttore della Fabbrica dei giocattoli” che  spiega con simpatia e piglio deciso lo spirito del luogo, mettendosi dall’alto del suo ruolo al servizio della curiosità sempre viva e ricca d’implicazione dei bambini, ancora presi dal momento dell’ambientamento iniziale in questi luoghi sotterranei, con il caschetto da minatore indossato con orgoglio e ossequio verso la casa del re dei loro desideri, Babbo Natale il Grande.
E mentre una guida speciale conduce e disciplina il (incredibile a dirsi) disciplinato corteo, ci si imbatte nel travolgente Grinch, alle prese con le punizioni per le sue marachelle e un improbabile “stiro a freddo” dei vestiti del Signore del Natale, che tutti cercano ma nessuno sa dov’è.. Atteso dei bambini per niente pensierosi, certi che la sorpresa arriverà a coronare il percorso dei percorsi verso chi conosce i loro nomi, realizza i loro sogni, veglia su di loro ogni giorno dell’anno e conosce ogni segreto e lo tiene gelosamente celato, con quella magia che è proprio del Natale, la festa delle feste, nucleo ardito delle emozioni che si emanano dal centro del cuore.
Cammina cammina, nel fondo più profondo, finalmente si incontra il re, Babbo Natale, che dorme stanco dopo una notte sulle ali delle stelle, con la slitta parcheggiata e un folletto da scudiero: a vederlo bene, agli adulti tocca stropicciare gli occhi, ti viene il dubbio che sia proprio lì e che magari il sogno sia diventato realtà.
Lo vedi prendere in braccio i bambini, sotto lo sguardo compiaciuto dei genitori, felici per un sogno ritrovato e forse pensi che sia un peccato sia già finito questo giro in un mondo incantato e senti la condanna di un destino dove la felicità dura sempre troppo poco perchè sia vita vissuta, ogni giorno al ritmo della magia…. Chiudi gli occhi, bambino di un tempo e regalati un sorriso: il percorso della vita è in salita come il ritorno alla luce dopo questo fantastico tour ma concedeti sempre un momento per te, per sentire il profumo, di quel fiore soffocato dall’erba alta del quotidiano incedere di pensieri e accadimenti pesanti e se ti lascerai inebriare, ancora una volta di quella stessa magia, anche tu, come il piccolo principe, ritroverai un’antica certezza: l’essenziale è invisibile agli occhi.

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