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Facebook offre 10 mila dollari a chi è disposto vivere vicino alla sua sede


Chi non accetterebbe di ricevere 10 mila dollari per vivere vicino all’ufficio? Facebook ha appena lanciato un programma di aiuto ai propri dipendenti per farli vivere al massimo a 16 chilometri da One Hacker Way, la sede californiana dell’azienda. Lì, a sud di San Francisco e nel bel mezzo della Silicon Valley c’è il cuore pulsante di una delle aziende tecnologiche più potenti del mondo, un posto attraente per lavorare ma non certo per vivere. Tanti dei nuovi geni dell’hi-tech infatti preferiscono San Francisco. Meglio sorbirsi trasferte quotidiane di cento chilometri in auto o nei lussuosi pullman aziendali piuttosto che vivere in queste città fantasma dove, in definitiva, si lavora e basta (come racconta Eggers ne Il cerchio).

Così, per avvicinare i propri dipendenti, Facebook offre una somma annuale e non tassata di almeno 10 mila dollari e non è l’unica a farlo, sono tante le imprese hi-tech che sperano di avere la forza lavoro vicina alle proprie sedi. Le aziende motivano la propria scelta giocando la carta della qualità della vita. Lavorare vicino alla sede aziendale, questo il mantra, lascia più tempo per dedicarsi a se stessi e alla famiglia, per fare sport, praticare i propri hobby, riposare e non stressarsi nel traffico crescente della Valle del Silicio. Molti dipendenti però sono di diverso avviso. Queste offerte di denaro sono solo un modo per farli lavorare di più e per portarli in cittadine desolate dove non c’è molto da fare se non andare per centri commerciali e produrre senza sosta.

In realtà la scelta di Facebook e soci è ancora più profonda. San Francisco sta vivendo un boom immobiliare che le sta facendo perdere la propria anima. Da città bohemienne che ha dato i natali alla Summer of love, alla letteratura Beat e al nuovo cinema americano degli ’60, oggi sta subendo una «gentrification» dovuta proprio ai nuovi ricchi della tecnologia, ragazzi spesso molto giovani che sono disposti a pagare cifre estreme pur di avere una casa in una città frizzante e pulsante e stare lontani dalla desolazione della Silicon. I prezzi chiaramente decollano: un bilocale medio è passato dai 1.810 dollari del 2009 ai 3.653 di oggi, i «San Franciscan» sono costretti a lasciare le proprie abitazioni che non possono più permettersi e il tessuto sociale cittadino ne risente. Pensiamo a Mission, il quartiere più vecchio della città, una volta crogiolo di culture e oggi sempre più un quartiere residenziale monoculturale, oppure a North Beach, la zona che ha dato i natali a tanti celebri figli dell’immigrazione italiana come Lawrence Ferlinghetti o Gregory Corso, in cui l’italiano era la lingua franca e oggi è del tutto dimenticato.

D’altra parte però neanche la scelta delle aziende hi-tech sembra buona. Offrire incentivi per abitare in città della Silicon sta spingendo realtà come East Palo Alto a spopolarsi. Il meccanismo è il medesimo di San Francisco. Man mano che i ricchi arrivano, la popolazione degli starti medio bassi è costretta ad andarsene. Il lato positivo è che la criminalità sta scendendo ogni anno, quello negativo è che un numero consistente di persone deve allontanarsi da dove è cresciuto, abbandonare usi e costumi consolidati nel tempo. Oggi a East Palo Alto è più facile sentire parlare inglese, la lingua dei «Facebuqueros», come i locali definiscono i parvenu della tecnologia, mentre fino a pochi anni fa lo spagnolo regnava sovrano. E l’avanzata dei colossi hi-tech prosegue senza sosta.

Fonte Corriere.it

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