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LE IDI DI MARZO

Di Giuseppe RIGONI
Continua il lungo e traumatico braccio di ferro, tra  la componente politica, mafiosa secessionista e reazionaria assisa al potere, ed il fronte dell’opposizione, che tenta di mettere definitivamente in difficoltà il  Governo e la ormai esigua maggioranza che lo sorregge. Che cosa dà tanta forza  a tutti loro da attaccarsi così caparbiamente al potere?
Secondo me è la disperazione che li sorregge; questo Governo era stato pensato a suo tempo, dalle mafie e dal fascismo secessionista, perchè nel mezzo delle riforme strutturali dello Stato, facesse passare una riforma coatta della giustizia,  che sopprimesse gli effetti del 41 bis e delle leggi anti mafia, con tutte le conseguenze che tutto questo avrebbe per loro comportato.
La stessa alleanza tra il progetto confederale Leghista di divisione dello Stato mirava nei fatti a questo traguardo: far cadere lo Stato e passare alla divisione in tre maxi repubbliche, progetto del prof. Miglio e di Gelli; dunque la discesa in campo di Berlusconi è stata l’ultima e la più disperata arma da usare in caso di fallimento della prima.
Ora sperano tutti di poter usare l’arma della corruzione per far passare la riforma della giustizia, che, nei fatti, andrebbe a produrre gli stessi effetti dell’annullamento delle leggi anti mafia, rendendole inutili, e senz’altro inefficaci per tutti loro.
Nello sfondo c’è uno spettro che aleggia nell’aria, dietro la possibile
caduta del Governo, prima di aver ottenuto un salvacondotto per il
più grande riciclatore dei capitali mafiosi e tale spettro potrebbe coinvolgere  i suoi fiancheggiatori in politica, ai quali gli
aspetterebbero sei anni di carcere per il ruolo appunto di
fiancheggiatori, che, ormai, non possono più celare come il progetto criminale di lavorare contro l’unità dello Stato, impossibilitati a battere l’ipotesi della non colpevolezza per incapacità di intendere e di volere e le attenuanti generiche per non aver avuto modo di conoscere la gravità delle loro azioni.
Un tempo la nostra Costituzione prevedeva la pena di morte per fucilazione, ai nemici dell’unità dello Stato, ma qualche anno fa il capo indiscusso delle Gladio, che aveva al suo servizio tutti gli
uomini del Comsubin,  (quelli che mettevano le bombe vicino ai panfili
degli  onorevoli scomodi), ebbene lui era riuscito a farsi eleggere
capo dello Stato e da quello scranno operò per togliere la pena di
morte contro i nemici dello Stato, unico progetto politico ed unico
progettista.
Ora però, il tempo sta per scadere definitivamente, le facili maggioranze sui progetti di legge per la salvaguardia dei mafiosi, non sono più tanto facili da mettere assieme, cosi tentano con ogni mezzo di influenzare il capo dello Stato, pretendendo le elezioni anticipate se dovesse cadere il Governo e con la attuale legge elettorale che le permetterebbe di truccare nuovamente il voto, sperando in un nuovo Governo ed evitando nei fatti di essere oggetto di interesse da parte della magistratura.
In questo scenario però va tenuta in seria considerazione un’ipotesi,
in attesa della ormai prossima entrata in Europa della Svizzera: gli
archivi segreti della confederazione, che riguardano i movimenti dei
capitali mafiosi e nazisti, incominciano ad aprirsi e le conseguenze che ne scaturiranno sono a dir poco catastrofiche  per tutti loro.
E se l’ITALIA ONESTA  è anche un tantino fortunata, certi elementi di
spicco della recente politica Italiana potranno finire in albergo a
spese dello Stato per i prossimi ventanni. Per questo non mollano il
Governo.

PR: 0

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