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Creazzo: cultura o cottura? Questo è il dilemma…

Di Giuseppe RIGONI

E’ desolante osservare come a Creazzo l’amministrazione abbia ridotto la cultura.
La passata amministrazione aveva di fatto reso impossibile il rinnovo del comitato della biblioteca ed aveva asservito alla podestà dell’ ex Sindaco, ogni attività culturale legata alla biblioteca. Tutto questo in previsione di un lungo periodo di dittatura locale, che tenesse imbavagliata la cultura, come ai tempi del ventennio; tutto doveva passare per le mani del nuovo Podestà e tutto veniva approvato senza riserve da un Consiglio Comunale asservito che nella realtà altri non era che un comitato d’affari al servizio delle speculazioni immobiliari.
Ora l’amministrazione è cambiata; quelli che un tempo avevano sostenuto la passata amministrazione, si sono cambiati la camicia ed hanno preso il comando ma il risultato è sempre lo stesso: nessuno spiraglio di luce per l’ elezione di un comitato per la biblioteca, nessun capitolo di spesa che ne dia articolazione nel tempo, nessuna programmazione di manifestazioni popolari che valorizzino la cultura, tutto passa per le loro mani e per quelle delle pro loco, che hanno scambiato le cultura con la COTTURA. Il broccolo fiolaro è diventato il simbolo di un fiasco amministrativo, fatto in nome di utopiche riduzioni delle tasse, prima fra tutte l’ICI sulla prima casa che di fatto detassa il danaro dell’evasione astutamente investito nelle ville sulla collina.
Il comitato della Biblioteca per tanto rimane una reminescenza del passato, silenziosamete approvato dalle accondiscendenze delle parrocchie, che hanno di fatto, con i loro silenzi, legittimato l’avvio della eversione locale, di fatto legittimata dalla chiesa. Ora Il leghismo che in questo frangente storico ha svolto la funzione della seconda gamba del neo-fascimo nascente, si trova a dover render conto della sua scarsa lungimiranza, e della sua miopistica occupazione del potere locale, a totale discapito della comunità dei cittadini, che vorrebbe ritrovare nella biblioteca nuovamente il fulcro dello sviluppo culturale del paese, mentre loro l’hanno trasformata in un magazzino di libri, privo di forza aggregatrice e privo di prospettive nell’organizzare un futuro più certo per i nostri giovani.
Un leghismo retrivo e localista che sogna di balcanizzare lo Stato in micro Stati regione, senza alcuna prospettiva di poter contare dentro lo scacchiere internazionale e per farlo non esita a strangolare la cultura locale che potrebbe alimentare una diversa visione dalla loro miopistica deriva neo Fascista.
La speranza e che la destra storica, la destra nazionale, quella che ha sempre alimentato lo spirito patrio, finalmente con Fini si dissoci da queste mezze figure che pretenderebbero di dominare la storia, mentre a malapena riescono a vedere tre passi lontano dai loro piedi.

(La redazione declina ogni responsabilità circa i contenuti di codesto articolo).

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