Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Miii Silvio, mafioso sei?

Editoriale

La scena politica sicuramente è come un grande teatro dove, oggi come non mai, si alternano sulla ribalta i protagonisti con un copione improvvisato altre volte con una recita a soggetto, con zero valori e molti fini, fini pragmatici, poco etici, molto personali. Il senso dello Stato è da un pezzo che si è andato a fare benedire: tra provocazioni (provocazioni??) della Lega Nord, maxi evasioni, tentativi di corruzione, connivenze mafiose, che accomunano la destra e la sinistra in un unico canto del cigno (o meglio delirio del falco),  la situazione sta precipitando al punto tale che non si parla più dell’Italia e degli italiani, si parla di Padania, di partiti inesistenti e mai esistiti, di interessi personali veri o presunti, un braccio di ferro estenuante, avvilente che non porterà  nulla se non ad un baratro nel quale noi poveri esseri liberi, pensanti ma avulsi da giochi di potere precipiteremo senza ritorno e senza più la possibilità di identificare nè un colpevole, nè un salvatore. Gli occhi sono sempre più puntati verso i due partiti di Governo, la Lega Nord ed il Pdl, mentre la sinistra “comunista” (come definita dal premier) si dibatte tra problemi intestini (o meglio intestinali) che altro non fanno che lanciare una scialuppa di salvataggio al Popolo della Libertà (condizionata… Dal Cavaliere) ormai alla deriva. Il partito del “papà del trota” sembra avere poteri ipnotici al Nord: da anni (dal dopo tangentopoli) al potere, sempre più in ascesa, non è di fatto ancora chiaro quali vantaggi il territorio abbia avuto. Partito di propaganda nei territori a ridosso delle Alpi, a Roma ha imparato anche troppo bene come si faccia a muoversi nel “regno dei compromessi” e come disse Bersani domenica scorsa a Torino “a forza di andare ad Arcore, Bossi rischia di perdere la canottiera!” Disseminare odio razziale, istanze separatiste e scissioniste in una sorta di politica da “bar sport” gli ha dato ragione con percentuali di voti a favore, da queste parti, bulgare, ma per il resto? La gente vede solo verde intorno e “sole leghista” (la vergogna di Adro docet) e nel segno del dividi et impera, ha inviso il tricolore nel nome di un’appartanenza “padana” che gli ha svuotato il portafogli e la rende sempre più dipendente dai comizi di questi soggetti politici sopra il Po (ed anche sotto da un pò) fatti solo di provocazioni e zero soluzioni. Poi c’è il PDL: ci viene da sorridere, un sorriso molto amaro a pensare quello che sta succedendo; la spaccatura interna nel nome di un leader che assurge alcune volte a deus ex machina, altre volte a playboy dai capelli grigi (bianchi, neri, pochi, finti, boh?!) altre ad intoccabile, nel nome del diritto di voto ci ha trascinato ad un’inesorabile Stato (badate bene Stato con la “S” maiuscola)  di vergogna. Già perchè reiterate bugie (bugie o verità alla magistratura viene reso impossibile il processo) nel nome del voto popolare ci rendono tutti colpevoli di connivenza verso il Cavaliere senza macchia e senza paura. Ed ora che i giornali lo danno vicino a Totò Cuffaro (di cui sono ben note le vicende politiche/personali che lo hanno interdetto dai pubblici uffici e che comunque lo vedono sedere in Parlamento come senatore UDC), cosa possiamo sperare ancora? Ora che spunta l’«assegno del presidente» destinato a Vito Ciancimino che in realtà, quando avrebbe firmato quel titolo di credito (all’inizio degli anni ’80), non era ancora in politica, ma l’imprenditore Silvio Berlusconi era pur sempre il numero uno delle tv commerciali in Italia, abbiamo ancora da gridare “meno male che Silvio c’è?”. La fotocopia dell’assegno da 35 milioni di lire, risalente al periodo compreso tra il 1979 e il 1983, è venuta fuori dal quanto mai capiente archivio di don Vito: sfuggita a perquisizioni e sequestri («Nemmeno io sapevo dove fosse», chiosa Massimo Ciancimino), è stata ritrovata dalla vedova dell’ex sindaco di Palermo, condannato per mafia e corruzione e morto nel 2002. L’assegno sembrava destinato all’acquisto tessere periodo ’79-’83, per la corrente dell’ex sindaco che aderiva a quella andreottiana. Fra le altre carte, poi, ce ne sarebbero altre che collegano Marcello Dell’Utri a Don Vito: “Io, Dell’Utri e Berlusconi siamo figli della stessa lupa”, si legge in una pagina scritta a macchina che Massimo attribuisce al padre. “Io sono stato condannato e loro (Berlusconi e Dell’Utri) assolti per questioni geografiche”, dice ancora Don Vito.  In questo caos tutti, però, sembrano d’accordo su una cosa (tranne ADP): lo scudo è necessario a Berlusconi per governare, lo dice perfino Fini; il garantismo sembra essere la medicina a questa politica, malata terminale di protagonismo ed allora? Tutti al voto e.. Vinca il peggiore!!! Ad maiora!

One Response to Miii Silvio, mafioso sei?

  1. Pingback: Tweets that mention Miii Silvio, mafioso sei? | Il Colle Informa -- Topsy.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.