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Fini stoppa il Cavaliere.

Chi da dentro il fronte della destra politica navigava verso il sogno
del nuovo ventennio, ha dovuto all’improvviso cambiare la rotta. Un
giocatore leale della squadra dei Berluscones all’improvviso si è
ammutinato, ed ha detto basta, minacciando di andarsene, a qualcuno
potrà sembrare strano, ma nella realtà la decisione del Presidente
della Camera non è successa cosi repentinamente, nè tanto meno
spontaneamente.
Da oltre un anno, e da un piccolo paese del nord Italia partivano di
notte delle mail dirette alla presidenza della Camera, a cadenza
settimanale, che cosa rammentavano al Presidente della Camera queste
mail, che l’Italia moderna, la quinta potenza industriale del mondo,
nei fatti era stata costruita con i governi provvisori, con i governi
balneari, e con il compromesso ad oltranza tra maestranze industriali
e forze operaie rappresentate dai sindacati.
Queste mail ribadivano inoltre che, nell’attuale assetto della
politica, la stabilità di governo sarebbe servita solo a rafforzare il
potere mediatico ed improduttivo, a scapito di tutto il resto delle
categorie, e ribadivano inoltre, che i compromessi fatti sotto banco
tra le forze eversive del secessionismo,  le mafie associate,
avrebbero in questo frangente dato uno scrollone alla centralità dello
Stato, facendolo crollare, ed avviando il Bel Paese verso la sua
balcanizzazione, il tutto a vantaggio delle mafie storiche italiane,
da sempre alleate alle mafie industriali tedesche.
A questo punto il fatto scoppia, ed all’improvviso quello che tutti
chiamavano il Polo delle Libertà, ha scacciato FINI, dimostrando nei
fatti ciò che loro hanno sempre nascosto, che sotto il dolce mantello
delle libertà, di fatto si nascondeva la tirannide e l’assolutismo,
che non tollerava opposizioni, solo perchè era di ispirazioni
dittatoriali e fasciste.
Il leghismo poi che per anni si era spacciato falsamente per un
movimento federalista, all’improvviso chiedeva i parlamenti regionali
e lo stato confederale composto dagli stati regione.
Che cosa significava tutto questo, che se si voleva salvare l’unità
dello stato, si doveva mettere in crisi subito il sistema, e questa
volta debbo ammetterlo se l’Italia verra salvata dalle grinfie rapaci
dei nuovi nazzisti, sarà per opera della destra storica, da sempre
fedele allo stato Italiano, con una nuova e più utile vocazione
democratica. Sarà dura superare la crisi, ma se non sarà varata fino
in fondo, faremo tutti la fine della ex Yugoslavia, e della banda dei
quattro che cosa succederà? Beh… proviamo a copiare dai cinesi una
volta tanto, loro gli hanno messi al muro. Rigoni Giuseppe

PR: 0

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