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La Sicilia non è questa: l’onestà non è morta il 19 luglio 1992

Di Aldo SANTORO e Caterina FRANCHINA

“Palermo volta le spalle a Borsellino:meno di cento persone al corteo” Questo è il titolo comparso oggi sul Corriere della Sera, un titolo offensivo verso l’anima della Sicilia onesta, che non è morta con le stragi, che non si piega di fronte alle minacce, che non si fa bollare da luoghi comuni e che oggi, più di ieri e meno di domani spera, anzi crede fermamente che i valori sono una cosa per cui vale la pena combattere, morire e che non esistono gli eroi, ma esiste gente vera, uomini non “d’onore” ma di valore che non hanno paura di vivere ma credono che bisogna morire per qualcosa per cui valga davvero la pena, per ideali da realizzare nella realtà e non da custodire come sogni irrealizzabili nel cuore, nella mente.
A rendere ancora più feroce e doloroso un marchio di fuoco che grava su una regione che di esso non riesce a liberarsi, un ennesimo atto di quelli che avevamo deciso di non pubblicizzare, frutto di quei 4 “picciotti” che creano quell’aura invincibile sulla “piovra”, un gesto intimidatorio, che siamo pronti a scommettere, resterà impunito:  alla vigilia dell’anniversario della strage, e proprio nella notte che precedeva l’inizio della commemorazione di Paolo Borsellino, le due statue in gesso raffiguranti il magistrato scomparso il 19 luglio 1992 e quella di Giovanni Falcone, posizionate ieri pomeriggio tra piazza Castelnuovo e Via Quintino Sella, sono state divelte e quasi del tutto distrutte. Dell’accaduto si sono accorti i carabinieri attorno alle 9.30 di mattina, durante un giro di perlustrazione. Le statue, realizzate dallo scultore palermitano Tommaso Domina, erano state poste sul marciapiede parallelamente a via Libertà insieme ai rappresentanti dell`associazione Falcone/Borsellino di Palermo. Sicuramente tale gesto per chi vive e respira un clima che ormai sa di impunità, che vede lontana una giustizia di Stato che ha preso binari paralleli, ha scoraggiato quella gente che ancora spera e non dispera, ma ha paura, paura di vivere momenti di commemorazione che significhino non stare dalla parte di chi spara e distrugge, ma di chi crede e costruisce un mondo pulito, lontano da connivenze devianti. http://www.19luglio1992.com/ (su cui potete trovare un ampio reportage sulle celebrazioni), è il sito creato da Salvatore Borsellino, uomo che abbiamo conosciuto e di cui confermiamo una maiuscola dignità, che da anni si sta impegnando con determinazione per la ricerca di un verità sommersa nei corridoi dei palazzi del potere, di gente che non sa, anzi che finge di non sapere, che collabora solo con il potente e non con la gente. Ringraziamo Giorgio Napolitano che oggi ha espresso la sua profonda indignazione nei confronti del gesto vandalico contro le statue dei due eroi, ma il resto del mondo della politica? Ha lasciato solo Salvatore Borsellino, sempre più solo perchè ha al suo fianco una parte della politica e contro un’altra parte, di un altro partito. La voce della gente libera, non politicizzata, non si sente più: da qui un movimento come quello delle agende rosse non ha futuro, perchè chi non si riconosce in uno schieramento sceglie di stare a casa e preferisce l’indifferenza ad urlare in mezzo alle bandiere che non hanno i colori della giustizia ma solo quelle dell’opportunismo. Caro Di Pietro, hai scritto sul tuo sito che IDV sarà lunedì a Palermo al corteo delle agende rosse per chiedere verità, giustizia e che le vittime di quegli anni vengano ricordate con provvedimenti a sostegno della magistratura e delle forze dell’ordine: ammaina le bandiere, mettere il cappello su questa iniziativa ti rende uguale al tuo peggior nemico, con cui lotti strenuamente per diventarne alla fine forse, tra le righe, tremendo connivente. Siamo pronti al peggiore funerale, quello dello Stato?

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