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Gli Stati Generali della Lega a Vicenza con Zaia

Di Aldo SANTORO e Caterina FRANCHINA

Nel tardo pomeriggio di oggi a Vicenza si è celebrata un’ importante manifestazione del popolo leghista  presso la Sala Palladio della Fiera cittadina,  alla presenza del suo leader storico nonchè Ministro per le Riforme Istituzionali Umberto Bossi. La sala era gremita in ogni ordine di posti ad attendere l’arrivo del numero uno del partito (tra i presenti il Sindaco di Creazzo Stefano Giacomin, nella foto, e l’assessore all’ambiente Teresa Piccoli) , accolto infatti con una vera ovazione sulle note del “Và pensiero” di Giuseppe Verdi. Dopo il saluto iniziale di Gian Paolo Gobbo che ha scaldato la sala con una serie di slogan di stampo leghista con il pubblico che non ha lesinato di accompagnare ogni suo passaggio con scroscianti applausi, ha preso la parola “il senatur”, che ha ribadito la grande forza del partito in Veneto dichiarandosi senza mezzi termini come un lombardo innamorato del nostro territorio. Verso Zaia i riferimenti non si sono sprecati, definito come “il governatore gentiluomo” che per il proprio popolo è pronto a lasciare l’incarico romano per mettersi alla guida della regione. Dal canto suo il candidato Governatore ha focalizzato il suo discorso su due punti fondamentali: 1) l’approvazione in tempi assolutamente celeri di quella che lui definisce come la “Costituzione” (Statuto) della Regione Veneto. 2) assurgere il Veneto a laboratorio nazionale del federalismo fiscale. Nelle conferenza stampa che si è tenuta subito dopo alla presenza dei ministri Bossi e Zaia, abbiamo rivolto una precisa domanda al Governatore circa il primo passo di programmazione economica che la Lega, qualora lo stesso vincesse, come previsto, le elezioni, vuole mettere in atto per dare una risoluzione ai vari distretti in crisi. Il candidato padano ha risposto che la soluzione sta innanzitutto nel dialogo con le banche del territorio (nello specifico le Banche Popolari), citando nella fattispecie la popolare vicentina e nella già citata applicazione del federalismo fiscale. Gli ha fatto eco Bossi che ha aggiunto come non si possa centralizzare le banche impedendo ai direttori di filiale l’adeguata autonomia nella concessione del credito, perchè una delle ragione della prostrazione delle piccola e media impresa è che è di fatto impossibile che un imprenditore aspetti due mesi per avere il credito necessario per la propria attività.

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