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Creazzo capitale della piccola impresa in Italia per un giorno

Ieri si è tenuto presso l’Hotel Vergilius di Creazzo (VI) una convention federale organizzata dal Gruppo Giovani Imprenditori Confapi, (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) dal titolo “IL FUTURO E’ ADESSO – Cominciamo a progettarlo”. Il parterre de roi schierato per confrontarsi su un argomento così delicato nel clou di una crisi economica che non vuole allentare la sua morsa era costituito da rappresentanti della politica, l’assessore Elena Donazzan ed il consigliere Claudio Rizzato, nel segno della par condicio, rispettivamente PDL e PD, il prof. Roberto Vacca, esperto di Previsione Tecnologica, Andrea Pontremoli, amministratore delegato Dallara Automobili Spa e Federico Vione, amministratore delegato Adecco Italia; a moderare l’incontro la spumeggiante giornalista Cinzia Morgani. In sala in prima fila Massimo Calearo, presidente del Gruppo Calearo, nonchè, sul piano politico, uno dei promotori del movimento Alleanza per l’Italia.

Il dibattito ben lontano dai soliti tecnici ed incomprensibili tra esperti del settore, si è snodato abbastanza dinamico, per alcuni tratti divertente, fresco, andamento determinato dai protagonisti che hanno preso la parola prima ed hanno dominato il dibattito poi. Lucia Filippi, presidente del Gruppo Giovani di Confapi Veneto, ha scaldato gli astanti con un motto sicuramente di grande effetto e che ha di fatto sintetizzato le motivazioni dell’incontro:”dobbiamo essere così avanti che quando ci giriamo indietro vediamo il futuro” ; non da meno Alberto Tosi, Presidente della Confapi, che ha preso la parola per un breve intervento, rimarcando la centralità dell’individuo nella gestione dell’impresa e di una riscoperta del fattore etico nella costruzione di un presente che ci porti fuori dalla sabbie mobili della crisi, strappando sentiti applausi.
I due esponenti della politica hanno incassato i rimbrotti di Andrea Pontremoli che ha rimarcato le distanze della politica dalla vita reale della gente e che, parole dell’ingegnere di Bardi, “non sono in grado di costruire un futuro dove ci piacerebbe vivere”;  le risposte dai due, impegnati nelle elezioni regionali, non sono mancate, anche alla domanda de’ “Il Colle” (come potrete evincere dalla registrazione postata in calce); su scala nazionale, secondo la Donazzan, i politici sono lontani dai problemi reali al contrario di chi si occupa di problemi regionali, vicini alla gente ed in grado di ottime cose, come la legislatura ormai conclusa di Galan ha di fatto dimostrato e di cui la stessa Donazzan è stata protagonista; le ha fatto eco Rizzato, dicendo che di fatto la politica di Roma sia bloccata da certi meccanismi di voto e di maggioranza per cui non ci si parla e non ci si confronta più e che le ragioni di una rinascita del Veneto si debbano di fatto ritrovare nella più intima essenza del nostro popolo e delle virtù di operosità ad esso connesse.  Altresì la Donazzan ha rimarcato a più riprese l’importanza della formazione che molto spesso ha visto proprio le imprese non collaborare nel momento in cui, quando sono stati  finalizzati i fondi europei a borse di studio per le aziende, sono state queste ultime a tirarsi indietro. Ha aggiunto anche la Donazzan che bisogna mettere in campo il coraggio di vivere che possa bypassare l’errata concezione che tra i 25 e 40 anni non sia ancora il momento di prendere in mano la propria vita con responsabilità. Coraggio è il termine che ha permeato anche gli interventi di Rizzato, che ha sottolineato come bisogna avere la voglia e la determinazione di fare formazione anche da parte di chi, rimasto senza lavoro deve ricostruire un orizzonte di professionalità che al momento e non irrimediabilmente viene meno. Il prof. Vacca, già noto per alcune ospitate in televisione, ha strappato molti applausi e sorrisi in sala per la capacità di descrivere la realtà e offrire soluzioni con grande ironia e concretezza: necessaria qualità, competenza ed unicità le sue conclusioni. A proposito di unicità, se in ombra è apparso l’ amministratore delegato dell’Adecco, Vione, che ha spiegato di come il numero di lavoratori del settore si sia addirittura dimezzato, altrettanto non si può dire dell’Ing. Pontremoli che ha a dir poco incantato i presenti; la sua è una favola tutta italiana: figlio di un mugnaio,  prima tecnico di computer, diventato poi responsabile IBM ora AD della Dallara Automobili, ma soprattutto autore del miracolo di Bardi, piccolo centro destinato a scomparire e che dopo il suo impegno e la sua scelta di vivere proprio lì, dove suo padre aveva sviluppato la sua attività legata al mulino, è diventato un delizioso centro turistico, con in forza quasi una decina di aziende. Il nucleo della sua disamina si è concentrato proprio su un punto: bisogna essere unici. “Se ci concentriamo sulla produzione di massa – parole di Pontremoli – India a Cina ci fanno neri. Bisogna tornare a riflettere secondo il motto caro all’IBM (think) ” e da lì può di fatto ripartire la rinascita. Non dimentichiamo, concludendo, che sotto il governo Galan è stata approvata un’importante legge, la nr. 5 del 22 gennaio 2010,  che contiene delle norme finalizzate a promuovere e sostenere la partecipazione dei lavoratori dipendenti alla proprietà ed alla gestione delle imprese. Mettersi insieme le piccole imprese tra loro, la collaborazione in maniera forte e regolamentata tra imprenditori  e dipendenti, l’unicità della produzione, sono questi gli ingredienti fondamentali per uscire dalla crisi: crederci, agire e come dice Pontremoli, “trascinare” tutti nel sogno, è la vera sfida che il Veneto (e non solo)  è chiamato a vincere. Di seguito uno stralcio da scaricare ed ascoltare del Convegno di Creazzo: IL FUTURO E’ ADESSO

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