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PIAZZA FONTANA: VENT’ANNI DOPO

Nel duemilanove c’è stato l’anniversario della strage di PIAZZA
FONTANA e, nello scorrere degli eventi, abbiamo scoperto che gli
stragisti della estrema destra, erano veramente colpevoli, anche se a
suo tempo sono stati assolti dalla Corte d’Assise di Catanzaro.
Per farsi una opinione di ciò che è successo all’epoca, bisognerebbe
far girare le lancette dell’orologio all’indietro, e poter riascoltare
le campagne di delegittimazione condotte avanti dalla stampa di destra
contro i pubblici ministeri di allora, imputati ingiustamente di
essere dei comunisti, che usavano l’apparato della giustizia contro
gli esponenti della destra, e le loro integerrime persone.

Che ruolo svolgeva a suo tempo dentro la fiamma tricolore del MSI
l’attuale presidente della Camera Fini? E come mai oggi lui non si fa
un esame di coscienza ammettendo di essersi sbagliato, ma al contrario
sta lì a rappresentare uno schieramento politico, che contiene in sè le
radici dei mandanti di quelle stragi, ampliata dai movimeti eversivi
che sono portatori di istanze tendenti ad eliminare l’unità dello
Stato, ed a dividerlo in mini Repubbliche, dentro le quali lo Stato
avrebbe finito di imporre la sua giustizia?
Questa maggioranza non si è messa assieme a caso, loro hanno tutti in
comune un obiettivo, dividere lo Stato in mini Repubbliche al fine di
eliminare una volta per sempre la pressione delle leggi Italiane sui
cittadini delle onorate società, del nord, del centro, e del sud del
Paese.

E non è a caso che anche adesso come allora la stampa di regime si
scateni contro i giudici, tacciandoli come fossero dei comunisti nemici
dello Stato, loro al contrario ( i padrini) lo Stato lo amano al punto
da fondare il partito dell’AMORE, d’altra parte, a loro lo Stato serve,
solo se è asservito alle onorate società, lo Stato serve se gli
concede il diritto di applicare la tassa mediatica su tutti i
cittadini, senza limiti di spesa, lo Stato serve quando stanzia i
soldi dei cittadini per finanziare dentro le opere pubbliche le
onorate società, ma lo Stato va combattuto quando impone delle leggi di
trasparenza, lo Stato va combattuto e reso debole, quando coglie in
fragrante le loro grandi evasioni, quando i giudici chiedono che chi ha
arraffato il potere con la menzogna, debba essere alla fine anche
giudicato per le sue malefatte, lo Stato va combattuto ponendo tra le
ruote del suo cammino, ogni sorta di limitazione per coloro che credono
che la parola (LIBERTA’) significhi poter fare ciò che si vuole senza
alcun limite, ed al di fuori di ogni regola. Ebbene uno Stato di
fatto non si ispira alla società liberista Americana del giorno d’oggi,
ma assomigliera’ sempre di più all’America sconquassata degli anni
trenta, l’America degli Al Capone dei Lucky Luciano, dei Frank
Costello.
E mentre tutto questo si svolge ora in quel che resta dell’ITALIA
civile, si nota la assoluta assenza nel dialogo della Chiesa
Cattolica, che con i padrini deve aver fatto un patto
di reciproca convenienza, ( Noi facciamo silenzio sulle vostre
malefatte, in cambio della reclamizzazione nelle TV private del
turismo clericale dentro il circuito dei santuari che contano):
Se l’Italia va male, se l’Italia è allo sbando, dipende solo dai loro
silenzi, dai loro taciti assensi, Cristo nel fondo lo vogliono
mantenere nel Crocifisso, perchè tutti temono la sua scrocifissione,
e la sua discesa in campo in favore dei più deboli, dei poveri e degli
emarginati, mentre la Chiesa oggi si occupa della protezione dei
ricchi e dei potenti, basta osservare le Croci in oro masiccio che i
cardinali ostentano sul petto, per comprendere l’insulto al
Cristianesimo che essi fanno.
Così a seconda carica dello Stato con tutti i mezzi che dispone
scende in campo addossando ai giudici ogni nefandezza. Loro sognano nel
fondo dei giudici manipolati ed asserviti che assolvano come un tempo
a Catanzaro gli stragisti ed anche i mandanti e coloro che da dentro
il potere, li hanno da sempre protetti.
Giuseppe Rigoni

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