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“Sono innocente!!”L’amaro sapore della giustizia.

“Se solo applicassero gli standard di uno stato di diritto, il verdetto sarebbe ovvio”. meredith
Giustizia, politica, Italia, mai come in questo periodo queste tre parole sono strettamente legate. Infatti in un momento dove la crisi economica dovrebbe catalizzare ogni sforzo ed energia della classe politica e monopolizzare i servizi di informazione, si parla in modo reiterato di riformare il nostro sistema legislativo e renderlo più consono ad esigenze di snellezza e velocità che riducano al minimo le possibilità di macchinazioni finalizzate ad “un fare melina” ben lontani dalla verità dei fatti che si coniuga con la giustizia nel senso più pregnante del termine: “Dura lex, sed lex”.
Il 5 dicembre centinaia di migliaia di persone parteciperanno al “No Cav Day” con un movente ben preciso:
Deve dimettersi e difendersi, come ogni cittadino, davanti ai Tribunali della Repubblica per le accuse che gli vengono rivolte; scrivono così nella pagina principe comparsa su facebook e che ha catalizzato ben 352.394 fan, gli organizzatori dell’evento nato per puntualizzare il sacro valore della Costituzione e della Legge, manifestazione che non vogliamo credere sia solo contro Berlusconi ma di fatto un monito popolare proteso alla difesa della democrazia che non c’è, o almeno sembra non esserci più. Infatti questa assenza di linearità del nostro sistema oggi è rimbalzata anche sui giornali americani per giudicare il quale si è mosso perfino Timothy Egan, premio Pulitzer 2001, ma stavolta non si parla di Berlusconi; ha affermato Egan: “Se solo applicassero gli standard di uno stato di diritto, il verdetto sarebbe ovvio”. Timothy Egan, una delle firme del New York Times, torna all’attacco: per lui il processo ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher “ha poco a che vedere con le prove e molto con l’antica abitudine italiana di salvare la faccia”. Già la scorsa estate Egan aveva attaccato la Procura di Perugia in un lungo articolo sul NYT, “Un innocente all’estero”.
Un pò di rossore in volto effettivamente da italiani lo abbiamo provato: come dargli torto? Ci sono prove inconfutabili per condannare Amanda Knox? Sembrerebbe proprio di no; eppure il processo prende spedito la strada di un’esemplare condanna; per converso, ci sono le prove per condannare altri individui (non parliamo più del caso Kercher) ma la giustizia sembra contorcersi su se stessa per conformarsi alle esigenze di questi soggetti che riescono, gioco forza, a condizionarla. Oggi Raffaele Sollecito davanti alla Corte d’assise di Perugia ha dichiarato “Vi chiedo di restituirmi la mia vita..”Meditiamo gente, meditiamo e nel frattempo che la giustizia si confonde con il gossip a sfondo etero-trans sessuale, l’Istat ci ricorda che il tasso di disoccupazione ha raggiunto ad ottobre del corrente anno l’8%…. “E le stelle stanno a guardare.”

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