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Mille bolle blu.. Immobiliari

Abbiamo intervistato i responsabili dell’agenzia “Katoikìa immobiliare” di Creazzo, dimostratisi disponibili a spiegare la situazione del mercato di loro pertinenza ai lettori de’ “Il Colle”.
casa
Nel 2002, quando siamo arrivati in Veneto, la realtà circostante era in continuo, positivo e propositivo fermento: tutto girava ad incredibile velocità, l’economia, il lavoro, la società e perfino la politica, presa da un globale benessere, sembrava mettere in atto quel modus operandi intorpidito e distratto applicato in un contesto globalmente dinamico e senza storture.
Ad un certo punto “l’adagio” che sottolineava l’andamento del vivere quotidiano come colonna sonora ha lasciato il passo a ben altre musiche: inizia la crisi economica attuale che ha avuto il suo epicentro negli USA, a causa della globalizzazione e che è esplosa velocemente in tutto il mondo. Le cause sono molteplici: scoppio della bolla finanziaria, gli istituti di credito hanno messo in atto una serie di errate previsioni sulle quali hanno investito, con fallimenti rumorosi come quello della Lehman Brothers.L’elenco sarebbe lungo da proseguire, ma la domanda sorge spontanea: era prevedibile tutto ciò? Molti degli addetti ai lavori hanno preferito vivacchiare sugli allori godendo del momento e non pensando (o preferendo non pensare) che la parabola economica dopo una brusca impennata ci dovesse riservare una discesa altrettanto ripida: unico Benetazzo, da molti definito come “catastrofista”, si è adesso bellamente scrollato quest’appellativo ed ora a buon diritto viene osannato come il profeta del disastro, quantomai realista nelle sue previsioni drammatiche.

Oggi difficilmente riusciamo, seguendo i media, a cogliere realmente lo stato dei fatti e quindi riteniamo oltremodo utile l’interazione con gli operatori di settore per filtrare le verità delle cose; a tal scopo abbiamo intervistato i responsabili dell’agenzia ” Katoikìa immobiliare” di Creazzo, dimostratisi disponibili a spiegare la situazione del mercato di loro pertinenza ai lettori de’ “Il Colle”.
Dopo questa crisi epocale, qual è ad oggi la situazione del mercato immobiliare? Si ravvisa effettivamente una fine della recessione o ancora si cerca di rimanere all’interno di un range di sopravvivenza per evitare il tracollo della propria attività?
I prezzi hanno subito un forte calo specialmente nell’usato, alcuni immobili hanno avuto una diminuzione del valore anche del 30% rispetto al 2006. Nel nuovo la situazione non è diversa, per molti costruttori la situazione non è facile, il mercato ha selezionato l’offerta, immobili di bassa qualità e in cattiva posizione non trovano una situazione di mercato favorevole e rischiano di essere invenduti per molto tempo. Immobili di qualità, in buona posizione e con caratteristiche costruttive di alto livello, soffrono molto meno. E’ da tempo che si parla di immobili classificati e con alta qualità costruttiva, che non si traduce solo in un pezzo di carta… e i clienti finali ora sono più attenti.
“Il mattone” è ancora considerato una ragione di sicuro investimento? Quale indicazioni in merito date ai clienti che si rivolgono a voi?
Il mattone è sicuramente ancora un buon investimento. Il buon investimento inizia dalla posizione dell’immobile, per ogni tipologia di immobile esiste una sua posizione “naturale”. La seconda cosa da guardare è il vicinato, chi e cosa mi sta attorno. Questi sono i consigli iniziali che diamo alla nostra clientela.
“Il piano casa” che doveva salvare su scala nazionale una paralisi determinata dallo scoppio della bolla immobiliare si è involuto semplicemente nell’approvazione, da parte di molte regioni, di norme che regolano l’ampliamento degli immobili; questo in che misura potrebbe limitare le compravendite?
Staremo a vedere, il piano casa sicuramente rende più appetibile qualche immobile.
Il piano casa, avendo una regolamentazione attuativa comunale, risulta comunque molto variegato e pertanto localizzato. Pertanto i comuni che sapranno meglio recepire questa opportunità potranno dare una svolta positiva al mercato soprattutto in termini di qualità.

Quali sono le soluzioni che si sente di suggerire al fine di realizzare il tanto atteso cambio di passo verso la risalita, la tanto sospirata svolta?
Il suggerimento più sentito è quello di consigliare chi cerca casa di concretizzare le decisioni in tempi relativamente brevi, considerando che stiamo vivendo un momento di mercato in continuo divenire, con dinamiche positive (abbassamento dei prezzi reali e tassi di interesse decisamente allettanti), ma anche negative per un potenziale cliente, come la sempre maggiore difficoltà di finanziamento e la limitata percentuale di finanziabilità, la quale, secondo dei “rumors”, potrebbe ulteriormente abbassarsi. Teniamo in considerazione che la bolla speculativa immobiliare è comunque ampiamente rientrata negli ultimi due anni, per cui i livelli oggi riscontrabili potranno quasi sicuramente incontrare un progressivo aumento nel medio-lungo periodo.

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