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La prima volta delle telecamere a Sovizzo

consiglio c. sovizzo
Il 30 ottobre 2009, si è tenuto l’ultimo Consiglio Comunale di Sovizzo. Per i lettori de’ “Il Colle” specifichiamo che seguiamo assiduamente, ormai da più di due anni, le vicissitudini politiche di Creazzo, riprendendo in toto i periodici consessi.
Venerdì 30 scorso, decidiamo di spostare, allargandoli, i confini dell’iniziativa “operazione trasparenza” in quel di Sovizzo; la mattina inviamo un fax in cui chiediamo di riprendere la seduta del giorno e, dopo una risposta forse più sorpresa che consapevole (Sovizzo non ha un regolamento che disciplini le riprese) chiediamo ed otteniamo dal Sindaco Marilisa Munari, l’autorizzazione ad usare la telecamera durante la pubblica seduta. Dopo la battaglia aspra e determinata combattuta in quel di Creazzo per ottenere la libertà d’informazione e d’informare, tale normalità nell’autorizzazione a procedere ci è sembrato quell’optimum che ogni Amministrazione debba sempre perseguire e quindi, la nostra sorpresa, mai tanto lieta come in questo caso, c’era tutta. Il Consiglio Comunale, anche questo riunitosi alle 20.30, presentava in sala un folto pubblico. Come di recente a Creazzo, anche qui si è discusso dell’approvazione del “Piano Casa”, altrimenti noto come la Legge Regionale n. 14/2009. Il dibattimento sul tema è abbastanza intenso; l’Amministrazione Giacomin il 29 ottobre si è confrontata vivacemente con la lista “Creainsieme” sul tema, incentrando l’analisi in particolare sulla questione ambientale e sul rischio di deturpazione del territorio da un’espansione del cemento in tali forme. In quel di Sovizzo, la principale “questio” è stata la mancata parificazione tra “prima” e “seconda” casa, ove a quest’ultima vengono “inflitti” degli oneri non analoghi per l’ipotesi numero uno. In entrambi i Comuni, la suddetta legge, è stata altresì approvata, seppur con qualche malcontento.
Il vero clou della serata è stato l’intervento del consigliere Fabrizia Tonello. La sua disamina è incentrata sulla questione di Via Righi e sulle modalità di gestione di un’area rurale di 5500 mq, ora diventata zona produttiva, dopo essere stata acquisita dal Comune di Sovizzo come sanzione di un abuso non sanabile.
[youtube uOXJpfKlL9o]La vicenda presenta sicuramente molti punti oscuri che è nostra intenzione chiarire, facendo fruttare la disponibilità ad approfondire la vicenda da entrambi i fronti dei rappresentanti del popolo, di maggioranza ed opposizione, affinchè sia fugato ogni dubbio di uno sfruttamento intensivo e fuori luogo del territorio. Di seguito l’intervento integrale del consigliere Tonello:
In riferimento alla situazione di Via Righi, desidero porre alcune questioni per noi molto importanti:
1. L’area in questione è stata acquisita dal Comune di Sovizzo come sanzione di un ABUSO “NON SANABILE”, che è consistito nella trasformazione di oltre mq.5500 di area rurale soggetta a VINCOLO IDROGEOLOGICO.. in ZONA PRODUTTIVA: è l’ordinanza del comune del 20 marzo 2008 a dire questo.
2. Si sottolinea che la stessa Amministrazione Comunale ha provveduto, con l’Assessore Scalco , ad abolire la zona artigianale/produttiva nella stessa frazione, trasformandola in zona residenziale ed accorpando quindi le attività artigianali in Sovizzo, in piena ottemperanza alla politica regionale e nazionale di tutela ed organizzazione del territorio: BASTA CAPANNONI a macchia di leopardo ovunque! Non crediamo sia sufficiente usare solamente in campagna elettorale le promesse di TUTELA DEL TERRITORIO e SVILUPPO SOSTENIBILE. E’ sulla pratica che questo deve essere realizzato.
3. La stessa ordinanza di poco più di un anno fa richiama correttamente la legge quando ricorda che L’ABUSO EDILIZIO VA ELIMINATO, salvo l’esistenza di un prevalente interesse pubblico approvato dal consiglio comunale: vale a dire di un interesse così importante da giustificare IL CONTRARIO di quanto la legge stessa dice in presenza di un abuso edilizio NON SANABILE in zona vincolata…VA ELIMINATO!
4. Sorprendentemente siamo chiamati a deliberare sulla esistenza di tale interesse prevalente questa sera, dopo che tutto “sembrava” già deciso.
5. Dagli atti del procedimento che ho richiesto ed avuto,salta all’occhio un fatto molto strano che andrebbe segnalato al Ministro Brunetta!!!! Con straordinarie efficienza e velocità in soli tre mesi si vuole chiudere una lunga storia cominciata nel lontano 2004 e che ha visto il Comune impegnato in una lunga battaglia, che ha come risultato finale praticamente la SANATORIA DELL’ABUSO. Ma non solo..si aggiunge la possibilità di edificare un capannone, una vera e propria attività produttiva in zona impropria. Ricordiamo: ZONA RURALE CON VINCOLO ! E tutto questo in soli tre mesi! Chissà se tale velocità la si volge anche verso i cittadini…..
6. Abbiamo trovato l’area, già bella e trasformata, inserita nel piano delle valorizzazioni ed alienazioni del Comune, su cui siamo stati chiamati a votare il 28 luglio. Non capiamo in tanti sembra, visto che a verbale un consigliere ha chiesto se si procederà alla vendita della suddetta area ed il Sindaco ha risposto che al momento non si era ancora deciso. Ma questa area non è in alcun modo assimilabile ad uno dei tanti lotti di proprietà del Comune, lotti che il comune può decidere di alienare quando ritiene opportuno per esigenze di bilancio. NO!!! Questa è un’area oggetto di grave abuso, un’area acquisita al Comune perché quell’abuso non è stato eliminato come il Comune stesso aveva ordinato. Un’area dove il Comune aveva una fidejussione mai escussa a garanzia della riduzione in ripristino dello stato dei luoghi, che nulla avrebbe costato alla collettività. Le varie norme di legge citate onde evitare una disinvolta, discrezionale sanatoria di interventi che qualsiasi persona potrebbe effettuare ovunque sul territorio comunale, pone dei limiti e delle norme severe per le quali in questo caso: a)l’abuso va eliminato – b) solo un interesse prevalente di carattere molto importante (casa per anziani, parco pubblico, ecc.) riconosciuto dal consiglio comunale che SE NE ASSUME LA RESPONSABILITA’ può far si che l’abuso venga mantenuto.
7. L’area abusiva è già patrimonio del Comune come sanzione senza che il consiglio disponga alcunché. Va da se che l’acquisizione di tale area ha già portato un benificio alle casse comunali senza necessità di andare oltre. Nel caso di specie quando questo ritenga così importante il mantenimento del manufatto su 5500 mq, si dovrà procedere a variante con le relative autorizzazioni, mettendo con totale TRASPARENZA in luce che si sta parlando di un’area abusiva e non di un qualsiasi lotto di proprietà del Comune oggetto di variante, come spesso accade nella ordinaria amministrazione.
8. Ciò che in questa sede FERMAMENTE contestiamo non è l’acquisizione al patrimonio del Comune di tale area, bensì che la “remissione in ripristino” non è SOLO UNA delle possibili sanzioni previste, come si legge dal documento da Voi preparato, ma è ciò che ORDINA la legge, a meno che il Consiglio comunale non decida diversamente, come ho già specificato precedentemente, ritenendo che in questa zona di FONDO VALLE VINCOLATO ben visibile sia dalla strada comunale che dalla provinciale abbia un INTERESSE NON DA POCO di carattere pubblico.
9. Data la estensione di tale area di circa 5500 mq. va, come minimo, correttamente informata la cittadinanza della frazione, visto che comporterebbe una vera e propria variante nella piccola valle.
10. Non è assolutamente vero che a confine vi è un ambito aziendale già insediato: si tratta di stalle di azienda agricola, tipologia che insiste su zona da sempre RURALE. E’ vostra intenzione aprire attività produttive nella nostra campagna?
11. Cosa intendete per fusione di 2 aree F? Diventa tutto parco pubblico? Diventa parco con i bambini che giocano in mezzo ai tubi e vicino alle ruspe? O diventa tutto un deposito di circa 8000/9000 mq?
12. Ma la cittadinanza lo sa? Noi abbiamo chiesto e nessuno sa nulla. Sarebbe un pericoloso precedente… e dove sarebbe mai la sua importanza pubblica? Abbiamo un così esteso sistema viario da richiedere un campo e mezzo a disposizione ? Se fossero queste le proporzioni per logica al Comune di Vicenza, per fare solo un esempio, non basterebbe Piazza Tienamman!!
13. Questa amministrazione ha fatto della trasparenza il suo CAVALLO DI BATTAGLIA , ma invece di tutto questo c’è il silenzio assoluto.

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