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Veneto Aste. Molti ignorano il reato principe sul tema vendite giudiziarie: la turbativa d’asta!

O Quasi…
Di Dott.ssa Caterina FRANCHINA Titolare di Veneto Aste

Tutto in vendita
Quando ho cominciato l’attività del mio studio di consulenza avevo ben in mente i due elementi fondamentali che dovevano costituire la peculiarità del mio servizio:
* elevata professionalità
* onestà operativa.
Uno studio di consulenza non è un’agenzia: offre una risposta alle esigenze della clientela che si individuano, gioco forza, con la tua persona e chi varca la soglia della porta della tua ragione professionale non deve aver alcun dubbio che rivolgersi alla Dottoressa Franchina voglia dire avere risposte serie e certe e non commerciali su quelle che sono le possibilità di realizzazione in asta a 360° sia sul piano dell’investimento in quanto tale sia per quanto concerne le possibilità di salvaguardia del proprio patrimonio immobiliare.
E’ anche vero che, le voci che circolano intorno al mondo delle vendite giudiziarie non sono proprio aria netta ed i clienti di default si nutrono di una dose abbondante di dietrologia che ne soffoca gli intenti; tra tutte le supposizioni, quella regina:
e se fosse già tutto previsto? O meglio: se già ci siano gli accordi a monte sul merito delle aggiudicazioni?
Precisiamo una volta per tutte che non è possibile effettuare degli accordi che anticipino gli effetti dell’aggiudicazione senza commettere un reato disciplinato dal nostro codice penale: la .
A tutti coloro i quali, italiani e stranieri (mi spiace la precisazione ma credetemi, è doverosa), abbiano maturato, a torto, l’idea che in asta si possa comunque diversamente guadagnare un po’ di soldi con un minimo di “apertura nei confronti” dell’esigenza di terzi specifichiamo che:
l’articolo 353 del codice penale indica cosa sia esattamente la turbata libertà degli incanti.
Si intende con questo quel comportamento volontario atto a impedire le gare nei pubblici incanti e nelle licitazioni private, sia con metodi come promesse, minacce o frodi, sia allontanando o impedendo l’accesso agli offerenti. L’accusato può essere incarcerato da sei mesi fino a cinque anni e obbligato al pagamento di un’ammenda pecuniaria che va dai cento fino ai milletrentadue euro. Ovviamente anche l’accordo preventivo fra offerenti è considerato frode e può essere perseguito in base all’articolo sulla turbativa d’asta. Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall’autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065.
Partecipare all’asta non è un modo altro per “farsi” un amico e “guadagnare qualche soldino” ma è una cosa estremamente seria che va gestita con assoluta riservatezza in ogni step: sarebbe opportuno non parlare con terzi prima dell’asta e che nella sala d’attesa venisse eventualmente impedito qualsiasi contatto tra i partecipanti; sarebbe opportuno in asta parlassero solo gli offerenti e gli eventuali accompagnatori si interfacciassero solo con lo stesso. A nessuno dovrebbe essere permesso durante la competizione/gara eventuale di esprimere un giudizio di merito, nè di parlare in altra lingua che non sia quella compresa dal delegato/Ge: l’asta non è un mercatino delle pulci o un varietà.
Cassazione Penale sesta sezione 08/07/2014 n. 40304
In materia di turbata libertà degli incanti con il termine “collusione” si intende ogni accordo clandestino, intercorrente tra soggetti privati in qualsiasi modo interessati alla gara o tra questi e i preposti alla gara, diretto a influire sull’esito della stessa.
Cassazione penale seconda sezione 11/06/2014 n. 33872
Può sussistere il concorso formale formale tra il reato di turbata libertà degli incanti e quello di truffa, data la loro diversa obiettività giuridica, in quanto l’uno è rivolto alla tutela del regolare svolgimento dei pubblici incanti e delle licitazioni private, l’altro alla difesa della integrità patrimoniale del soggetto passivo e, differenziandosi gli stessi sotto il profilo degli elementi strutturali che li compongono.

Fonte: La turbativa d’asta nel Codice Penale e nella giurisprudenza
(www.StudioCataldi.it)  

Questo articolo ha un obiettivo specifico: il rispetto delle regole non è relativizzabile da un presunto e possibile sistema che favorisce gli amici degli amici nel nome del “guadagno facile” e alla portata.
Come abbiamo più volte specificato che acquistare in asta non sia compilare un modulo, allo stesso modo, urliamo a chiare lettere che la legge c’è e va rispettata e i furbi, dalle parti di Veneto Aste non sono i benvenuti: a noi interessa il nostro cliente, Tu ci stai a cuore, davvero.

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