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Aste e banche: qual è il problema?

banche
A volte non capisco il punto di vista di questi feroci denigratori del malcostume delle banche, davvero, qual è il problema?
Non vedo banchieri o bancari che girano per le strade cercando di ingannare, come dei venditori porta a porta, vecchi, donne e bambini;
le banche sono lì, hanno la loro botteghella e accolgono clienti che vanno a bussare alla porta, chiedere denaro, conservare il denaro, investire denaro, solo e soltanto per denaro.
Non si può pretendere rapporti umani in un’attività nata per il lucro e, come succede dal panettiere, dal meccanico o dall’estetista o in un qualsiasi contesto che non sia la parrocchia sotto casa se il guadagno è il fine, il mezzo non può essere caritatevole e quindi fuori di metafora, almeno che i soldi non siano prestati dai propri genitori (non ci estendiamo ai fratelli che già scatta l’interesse), questo è il normale corso della vita.
E allora?
Sicuramente per chi, come il 90% degli italiani è finito sotto il cappio delle banche (mutuo), c’è poco da discutere: comandano loro il gioco e starci è il minimo pena il lastrico;

ma un debito è un debito, non si può contrarlo sperando di venire graziati in caso di fallimento personale e aziendale pena uno sfascio dell’economia in quanto tale perché i rapporti non vengono onorati per quello che sono.
Non credo più da un pezzo alle manifestazioni di piazza di presunti accusatori:
fateci caso, vengono anche loro da pregresse esperienze di debiti, si aggrappano a presunti fenomeni di usura per bloccare pignoramenti o vendite all’asta e finiscono per cavalcare l’onda cercando protagonismo e se, trattasi di associazioni varie, guadagno da calcolarsi sul capitale rientrato in questi contenziosi.
Mi domando perché questa gente combatta queste battaglie e non quelle contro gli armamenti, per l’ambiente o contro la fame nel mondo?
Guadagno chiama guadagno e stare sotto i riflettori permette sempre un tornaconto piuttosto che stare con un cappio stretto al collo per non avere altra scelta per un investimento sbagliato.
Rivolgersi in partenza ai professionisti giusti (commercialisti e notai tra tutti), non fare il passo più lungo della gamba (soldi facili, tipo finanziamento per imprenditoria femminile etc etc. non significa non doverli restituire mai) e pensare che meglio un uovo oggi che una gallina domani riescono sicuramente a dipingere un futuro migliore ed a tinte meno fosche pensando che l’investimento è la vita, il futuro la famiglia e non si diventa ricchi per statuto ma solo perchè si è capaci di costruire la propria fortuna a piccoli passi.
Andare all’asta non è la soluzione di guadagno per le banche ma più che altro la nuova realtà del mercato immobiliare: è finita l’epoca della bolla, di prezzi gonfiati a dismisura con gli unici che si sono davvero arricchiti, costruttori e soprattutto agenti immobiliari che vendendo una mediazione hanno intascato percentuali da favola, ora improponibili con le nuove realtà in essere.
Gli immobili all’asta, alla luce delle nuove normative, rappresentano un time out alle speculazioni pregresse: ribassi, su ribassi, su ribassi riducono al minimo i ritorni, prevalentemente degli istituti di credito, agevolando solo gli squali del mercato immobiliare che speculano e rivendono con cifre importanti.

E’ un sistema malato e non basta mettersi di traverso o urlare alla luna per cambiarlo: ricominciamo con il metodo dei soldi sotto il materasso e l’oggi per l’oggi altrimenti il domani non ha più senso se non individuiamo i colpevoli che, a ben vedere, possiamo essere noi.
Visitate il sito astalegale.net e fatevi un’idea: tutti quegli immobili non sono della Lego!

Sono le nostre case finite in vendita, non a nostra insaputa e dove i nostri figli avrebbero potuto avere un futuro ed invece hanno finito per contenere solo un pianto triste e disperato della nostra fine e disistima.
Non si gioca con le banche, la formica insegna e le urla servono solo a nascondere il dolore di uno sbaglio irreparabile, forse.

Questo articolo non piacerà a nessuno ma evviva il confronto e bando alle bugie: troppi vite spezzate dal nulla ed adesso, finalmente, è giunta l’ora di cambiare il passo.
Ad maiora!!

PR: 0

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2 Responses to Aste e banche: qual è il problema?

  1. Giulio199

    13 luglio 2016 at 08:30

    Tutte parole di buon senso.

  2. Il Colle Informa

    13 luglio 2016 at 15:48

    Grazie. La redazione.

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