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Diventa legge il voto di scambio: è morta la democrazia, w la democrazia

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(AGI) – Roma, 16 apr. – E’ legge la riforma dell’articolo 416 ter del codice penale: quindi, non servira’ piu’ necessariamente lo scambio di denaro per configurare il voto di scambio politico-mafioso. L’Aula del Senato ha approvato con 191 si’, 32 voti contrari e 18 astenuti il testo cosi’ come licenziato da Montecitorio. La legge entra in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Si applichera’, dunque, sin dalle prossime elezioni Europee. Poco prima del voto finale, la seduta era stata sospesa a causa delle proteste del Movimento 5 Stelle in Aula. Nell’emiciclo aveva appena preso la parola Giacomo Caliendo, in Aula i senatori M5S hanno esposto cartelli con i volti di Giorgio Napolitano e di Silvio Berlusconi, per contestare, spiega un M5s, il fatto che “si sono incontrati”.
“Se le dico di tacere lei deve tacere. Fuori. Ha possibilita’ di rientrare se si scusa”, ha detto il presidente Pietro Grasso dopo aver espulso dall’Aula l’ex capogruppo M5S Vincenzo Santangelo e il senatore Alberto Airola. Poco prima, il presidente aveva avvisato i deputati che “alla prossima infrazione, espello dall’Aula”.
“Chi urla non ha argomentazione”, ha sottolineato in Aula, per il Popolari per l’Italia, il senatore Lucio Romano.
“Cartello in vista, neanche i display si possono usare”, aveva gia’ ‘denunciato’ Grasso e ribadito: “Chi disturba va fuori”.
“In quest’aula si deve poter parlare cosi’ come avete parlato ieri voi”, ha poi sottolineato. L’assemblea e’ chiamata oggi a votare gli emendamenti alla riforma del 416 ter, presentati dal M5s. Ma e’ battaglia sul regolamento. I senatori M5S contestano la decisione della Conferenza dei capigruppo di procedere alle votazioni delle proposte di modifica, senza dichiarazioni. Il presidente Pietro Grasso aveva proposto, nella riunione dei presidenti dei gruppi, di procedere almeno con un piu’ breve annuncio del voto. La proposta non e’ passata. Secondo indiscrezioni sarebbero stati proprio gli esponenti M5S a dire di no all’annuncio di voto. Sul voto di scambio politico-mafioso si vogliono abbassare le pene “dopo un accordo con il presidente del Consiglio e un ex senatore che abbiamo cacciato e che non aveva problemi a mettersi in casa Vittorio Mangano, che gli e’ stato presentato da un altro senatore che e’ in Libano”, denuncia M5S.
Trasparente il riferimento a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. “Non vorrei che si urlasse non per motivi politici ma perche’ circolano sostanze tossiche” . Il socialista Lucio Barani lo scandisce in Aula al Senato “Io saro’ il primo a fare l’esame del capello” assicura, invitando chiunque urla a “venire con me a farlo”. Il presidente del Senato lo bacchetta: “Non penso che sia una dichiarazione di voto, la prego di attenersi alla dichiarazione”. Barani prosegue e ricorda che in prima lettura il testo era stato approvato all’unanimita’ alla Camera: “Non credo che il gruppo M5S alla Camera fosse mafioso”, sottolinea ma sostiene anche il Pd non avrebbe dovuto cambiare il testo in commissione. 

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