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Statistica. Preparazione e sbocchi professionali in Veneto

Lavorogiovanile
E’ dedicato ad un’analisi del bagaglio di competenze della popolazione veneta e agli sbocchi professionali l’ultimo numero di “ flash”, pubblicazione periodica curato dalla Sezione Sistema Statistico della Regione. Per quanto riguarda la preparazione scolastica, secondo i più recenti dati OCSE PISA, il Veneto presenta i risultati migliori nella classifica nazionale, unitamente al Friuli Venezia Giulia e a Trento: gli studenti riportano i risultati più brillanti in tutti e tre gli ambiti considerati (lettura, matematica e scienze). Anche secondo i dati Invalsi, il Veneto mantiene nel 2013 i buoni risultati ottenuti gli anni precedenti. Anche gli alunni stranieri di seconda generazione ottengono punteggi non troppo lontani da quelli degli italiani e significativamente superiori a quelli dei nati in altre regioni d’Italia. Invece, solo il 13,7% della popolazione veneta tra i 25 e i 64 anni è in possesso di una laurea.

Alla domanda “quali sono gli sbocchi per i nostri giovani?”, l’indagine rileva che il 42% dei giovani veneti in età 15-29 anni lavora (10 punti in più del dato nazionale), il 41% sta studiando o segue un corso di formazione, mentre il 17% si trova in condizione di NEET, ovvero non lavora, non studia e non si forma, quota in aumento rispetto agli anni precedenti, ma tra le più basse d’Italia (la quarta). A soffrire di più di questa condizione sono i giovani stranieri: più di uno straniero su tre non lavora e non studia, contro il 13% dei ragazzi di cittadinanza italiana. Migliore in Veneto, rispetto alla media nazionale, anche la transizione scuola-lavoro dei diplomati e laureati. I diplomati che trovano un lavoro continuativo entro un anno dalla maturità sono il 74% contro il 68,6% italiano e la quota di laureati in corsi triennali che lavorano a tre anni dalla laurea è il 76% contro il 69% nazionale.

Sull’altro fronte, in Veneto nel 2012 il tasso di disoccupazione giovanile, sebbene in progressivo aumento come nelle altre regioni italiane, è pari al 23,7%, ovvero la seconda quota più bassa nella classifica regionale, dopo il Trentino Alto Adige con il 15,2%. Buona la situazione anche dal punto di vista contrattuale: sebbene la crisi porti a registrare valori sempre più critici, il Veneto è terzo per la percentuale di 20-34enni occupati con contratto a tempo indeterminato. Molte le assunzioni nel settore del terziario e dell’alberghiero e ristorazione: il 29% dei giovanissimi viene impiegato in quest’ultimo settore, ma le trasformazioni in contratti a tempo indeterminato sono più presenti, oltre che nel terziario, nel campo dell’industria.

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