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Ospedale San Bortolo Vicenza: quando lamentarsi non serve

Ospedale-San-Bortolo

Quando ti regalano la speranza e ti scappa un grazie dal cuore..

Perchè scrivere una lettera alle pagine di un sito che si occupa degli affari di un Comunetto di Provincia? Perchè sono di Creazzo e me ne vanto.
E’ qui che ho vissuto i momenti più belli e più brutti della mia vita, di cui ricordo gli attimi mai fuggenti, i respiri, le emozioni come se le potessi toccare ancora in questo istante con mano anche se trascorsi un milione di anni da quando le stesse sono scaturite.
La mia esistenza non è stata mai tenerella con me o almeno lo è stata fino ad un certo punto quando ho succhiato il midollo della vita, non fatta di droga e sballo ma di purezza, obiettivi e mete vissute con entusiasmo, determinazione, passione ed una meravigliosa famiglia che mi ha sempre fatto da cornice facendo apparire, sembrare, la vita sempre in discesa.
Come dico sempre: a momenti estremamente belli, ahinoi, succedono momenti estremamente brutti, basta a fasi alterne sapere aspettare, lottare e non arrendersi mai, mai, mai!
Un Ospedale non è un luogo di culto o di turismo ma delle volte sa trasformarsi in un incubo quando entri per aver una rapida soluzione e non esci più all’improvviso come se fossi “agli arresti” senza aver commesso il fatto. Piangi, disperata, al limite della psicosi perchè ti danno notizie che sanno di assurdo e ti mettono di fronte ad una realtà da incubo senza che tu stessi dormendo ma concentrata sul solito tran tran. Accetti la centrifuga da lavatrice e realizzi prima la necessità di capire, ti metti in pugno le armi per lottare, capisci chi può sopportare il fumo ed il fango della contesa all’ultimo respiro ed accetti anche la solitudine quando capisci che è il minore dei mali per tutti, lasciando una sana area free per la sfera affettiva intoccabile.
Allora i camici bianchi da giustizieri diventano angeli, gli infermieri diventano amici, ti chiamano già per nome e ti accudiscono con amore fino a portarti fuori dal tunnel della disperazione e farti accettare, abbracciare una nuova realtà: la speranza della vita.
E’ vero tutti abbiamo un ineluttabile destino, la morte ma la codardia di ritirarsi dalla contesa non ti darà mai la gioia della conquista perchè anche non arrendersi è vita.
Per questo voglio dire grazie alla umana professionalità di chi ha visto il cuore in un corpo, modellando le risposte a degli input difficili da metabolizzare ed ha condiviso la gioia della risalita e della ferrea certezza della rinascita contro i capricci del destino.
E non è la prima volta, credetemi ma, scusate, lamentarsi non serve per le virgole quando abbiamo a che fare con enormi contenuti: grazie, grazie, grazie!!
Lettera firmata

La redazione ringrazia

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