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La nuova Medea è Albanese: uccide i 3 figli, era disperata. Uccidersi e basta?!?

medea

, albanese e al centro delle cronache nere di questo ultimo weekend.
Esempio di come un amore sano abbia generato 3 figli ed un amore malato abbia dimenticato che le stesse bimbe non siano state solo frutto di un atto sessuale.
E’ chiaro che non ci sia un istinto materno di protezione (“Non volevo che vivessero una vita di disperazione”) ma solo la voglia di vendicarsi del marito che intanto si stava recando in Albania con la nuova compagna ad ufficializzare il nuovo status di coppia e che quelle 3 creature le amava moltissimo, da bravo papà.
Non è una frettolosa voglia di giudicare in nome di qualsivoglia pregiudizio questa donna, visto che magari a leggere albanese viene subito sentore di una qualche forma di razzismo ma la rabbia di pensare che qualcuno possa decidere di trascinare nel tunnel della depressione anime indifese pensando poi di sanare tutto, “provando” ad uccidere se stessi e fatalità spesso e volentieri non riuscendo a centrare l’obiettivo.

Se avessi Roberta Bruzzone davanti le chiederei perchè? Da non criminologa e non psicologa lo chiamo senso di impotenza verso una relazione finita, voglia di vendetta verso il marito e codardia di procedere contro se stessi preferendo colpire, magari con davanti l’immagine del marito con l’altra donna, chi da lui proviene, frutto ormai “marcio” di una storia finita e che quindi non è più elemento d’amore ma per una madre insopportabile odio moltiplicato per 3. Chi legge ed ha prole sa quando sia superiore e divino, unico e speciale, immenso e meraviglioso l’amore di una madre verso un figlio: non ho pietà verso questa donna e compassione per la sua depressione ma mi appello al coraggio di ogni uomo e di ogni donna perchè se proprio dovete, cambiate l’ordine dei fattori ed il risultato, cari miei, cambia; colpite voi stessi e non degli innocenti. Troppe volte i coniugi mettono in mezzo i figli nelle loro beghe coniugali, troppo volte i figli vengono segnate da conflitti inutili, parole dette ad alta voce, accuse reciproche che ne segnano la crescita filtrate da un egoismo che colpisce a caso solo per la smania di ferire senza cogliere gli occhi di chi soffre suo malgrado e prova a trovare ancora nei due punti di riferimento per eccellenza la ragione di un sorriso, il viatico della felicità. L’amore è la risposta ma in questo tempo arido e dove tutto è finalizzato alla mera crudeltà la vita non è un dono ma uno strumento di offesa e rovinarsi e rovinare solo verbi da coniugare con il livore che ti arma per uccidere e senza pensare. Immagino già gli avvocati: depressa, incapace di intendere e volere…. Scusate se mi permetto

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