Socialize

RSS Feed

Finalmente finita la sagra delle ovvietà: la festa della donna

Fingers Family
Che pesantezza!!! Dover nascondere e fingere sorrisi per tutto l’8 marzo.
Per le donne e con le donne per tutta la giornata di ieri fra celebrazioni di ogni ordine e grado, in ogni sede, in ogni dove, tra quote rose, finte ed edulcorate manifestazioni di solidarietà e di dolore condiviso, onorificenze e parole solenni protese a far capire che tutto deve cambiare, da domani.
Già ma il domani qual è?
Quello senza femminicidi?
Quello con più donne in politica?
Quello con più donne al lavoro?
Quello con più donne nei posti che conta?
Quelli con più donne uomini e più uomini donne?
Allora quando finirà questa ipocrisia?
Donna: cosa vuol dire per definizione ed antonomasia?
Non mi metterò di nuovo a cercare uno scontata e banale definizione sul dizionario di turno che magari fa più effetto però…
Tu donna che leggi cosa vuol dire per te la quintessenza della tua anima, la tua natura più intima, cosa moralmente rappresenta il tuo DNA?
I femminicidi non sono bastati le leggi inasprite se non ci sono le donne che scelgono il proprio uomo e con coraggio sanno se non denunciarlo lasciarlo quando la situazione si inasprisce.
Il coraggio spesso manca di fronte a reiterate violenze davanti ai figli, manca davanti a percosse che portano in ospedale. In quel caso serve e servirà una a ricordarlo? No, se non c’è il coraggio della donna che diventa motore mobile della sua vita.
Più donne in politica: le celeberrime quote rosa. Se ne parla da un millennio circa.
Che umiliazione: sono sempre gli uomini a deciderle per farsi promotori della notizia da lanciare come campagna pubblicitaria per qualche ragione in quel determinato momento.
Quando le donne capiranno che per andare avanti con fermezza e determinazione devono farsi spazio da sole senza “raccomandazioni maschili”?
L’altro allarme ipocrita di ogni 8 marzo: poche donne nei posti che contano.
Che facciamo? Scalziamo o peggio uccidiamo gli uomini che fanno gli Amministratori Delegati, i Dirigenti Sindacali e che stanno al comando di vari settori della vita economica nei quattro angoli del mondo?
Cosa cambierebbe? Se le donne che adesso studiano e stanno gomito a gomito con loro nella fase formativa che porta all’accesso nel mondo del lavoro si perdono per la via e non riescono a “sfondare” serve che convegni o assemblee dell’8 marzo lo ricordino per cercare una giustificazione che è in noi al fatto che non si riesca a farcela.
Solo la donna che riesca davvero a scegliersi nel suo genere sarà orgogliosa e realizzata di essere tale.
Non servono uomini che facciano delle concessioni ma tutte noi che sappiamo vivere la nostra vita come artefici del nostro destino.
Mamme, dirigenti o lavoratrici, se abbiamo meravigliosamente vissuto la nostra quotidianità ed accettato i sacrifici come parte di essa, il domani non sembrerà un’incognita ma già scritto perchè sappiamo determinato dalla nostra operatività di genere e non nel nome dell’ uomo di turno che magari vuole solo stritolare la nostra incertezza per affermare la sua mascolinità.
La donna è donna se sceglie l’amore di se stessa: gli altri lo capiranno ed avranno rispetto del suo sè considerandolo unico.
Buona festa donna coraggiosa!

PR: 0

Tags: ,

Share This Post

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>