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L’ignominia dell’informazione italiana: il regime serra le fila contro i 5 stelle. E a Creazzo?

A cura di Aldo Santoro e Caterina Franchina

Un orecchio attento, un occhio vigile, un intelletto allenato ad andare oltre quello che appare e la capacità di discernere la verità imposta come reale da quella senza i filtri onirici della mente distorta di partito e bandiera.
L’anima leggera fa un volo pindarico e si concretizza un ricordo di anni ed anni or sono: ormai dieci anni fa, il viaggio di nozze e loro, i cani del castello di Cheverny ed un’analogia, immediata di pancia: è la stampa italiana.
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Per chi non lo sapesse, da marzo a settembre si può assistere, ogni giorno alle 17.00, a un originale spettacolo presso il canile del castello, allorquando vengono sfamati i 100 cani da caccia del visconte di Sigalas, attuale proprietario di Cheverny. Gli splendidi segugi attendono trepidanti davanti a 90 kg di cibo che l’addestratore schiocchi la frusta, consentendo quindi loro di spazzolare via in pochi secondi tutto ciò che si trovano di fronte.
Sono proprio loro, a rete unificate, a titoli uniformi, commentatori all’unisono, arrabbiati allo stesso modo da mistificare la realtà, feroci a tal punto da soffrire di diarrea di parole per sconvolgere il diverso, cercando bolli, etichette da collegare ad un passato, estinto, dimenticato, andato ed imparagonabile alla realtà.
Giudici, pugili ed arbitri nello stesso tempo all’interno di un ring, il Parlamento, che non vivono più in modo sonnolento perchè sono stati costretti a svegliarsi dal letargo della vergogna da “quattro fascisti scalmenati” che vivono con il cuore una nuova stagione dell’Italia, fanno fatti italiani e non “job act”, “italicum” o neologismi coniati ad arte come gli innumerevoli nomi dati alle tasse per confondere e far credere che giustizia è stata fatta sul piano fiscale e che il popolo bue è il fine e non il mezzo della loro azione egoistica ed atta ai propri interessi di parte.
Una chicca a conclusione del prologo: Casini torna con Berlusconi.
Questa, cari lettori, è paura vera.
C’è chi dice no e sono loro, i 5 stelle.
Entusiasmanti nella loro azione contro il decreto Imu/Bankitalia.
Il M5S ha chiesto lo scorporo del decreto sull’IMU dalla predazione di Banca d’Italia. Gli è’ stato rifiutato. Ha chiesto di discuterne pubblicamente in Aula. E’ stato zittito insieme ai nove milioni di persone che l’hanno votato.
Ora, di fronte a questo scempio, la responsabilità di quanto è accaduto viene attribuita al M5S dal presidente del Consiglio Enrico Letta che minaccia, perché siamo giunti alle minacce, tolleranza zero verso chi esce dalle regole democratiche.

Commoventi Di Battista e la Lupo, schiaffeggiata a freddo da un omuncolo tale Dambruoso, Di Maio, Villarosa e… Nominarli tutti, sarebbe il minimo. Stanno difendendo con il cuore, con l’impegno strenuo ed estremo, l’Italia, ciò che resta, da atti impropri, il totale stravolgimento delle regole parlamentari con l’interruzione d’imperio, motu proprio, degli interventi dell’opposizione, l’ultimo tra tutti la “ghigliottina”, mai messa in atto. Quanto stizza in un gesto di questo genere, consentito ma assurdo: bastava scorporare le due parti ( IMU/BANKITALIA) ma troppo ammettere la falsità in termini, davvero troppo. Una Presidente della Camera offesa (per fortuna non c’è il vilipendio anche per questa carica) da un attacco di Grillo sul web: “Cosa faresti in auto con la Boldrini”(provocazione? O semplice modo canzonatorio di stimolare le sensazioni della base in relazione agli ultimi fatti?) e dai commenti sessisti e volgari dei postatori del blog. “Scandalo” riportato su tutti i giornali di oggi con grande eco, in linea ad una informazione italiana che sta cercando di schiacciare in tutti i modi la Resistenza dei grillini all’uniformità castista ma che non riesce ad imbrigliare incontrollato com’è il mare magnum di internet: infatti in linea ad un principio di disinformazione coatta e sperando nell’ignoranza altrui, il sito di Beppe Grillo permette a tutti liberamente di postare le proprie considerazioni in calce, previa registrazione, a tutti ma proprio tutti (provare per credere). I moderatori intervengono affinchè ciò che scritto fuori dalle righe venga rimosso. Si prega di comunicarlo ai curatori dei vari media che sembrano sconoscere i principi base della democrazia del web, impegnativa oltre la loro azione di parte senza cervello in obbedienza ai bisogni “intestinali” (Qui chiunque interpreti la parola come vuole). Di seguito un video esempio.

Tutti capiamo i politici solidali, la stampa ossequiosa, i finti ciechi, i falsi sordi… Quante verità sfuggono di mano “a propria insaputa” e noi della redazione de’ “Il Colle Informa” siamo davvero comprensivi ma ogni cosa ha un limite.
E proprio perchè ci occupiamo della realtà di Creazzo e proprio perchè a breve ci saranno nuove elezioni, attenti cari lettori a indirizzare bene il Vostro voto alle urne: molti cercano di cavalcare l’onda sperando nella visibilità propedeutica semplicemente ad appagare i propri appetiti, che si chiamano fama (fame), voglia di emergere, potere.
Non è il gettone di presenza in Consiglio Comunale che fa il cittadino ricco ma altro che sta alle spalle e che non è visibile all’occhio del meno esperto.
Discernete chi non avete mai visto impegnarsi in Consiglio Comunale (tra il pubblico, solo per capire), chi non si è mai speso per il Nostro Comune lontano dalle elezioni, i presenzialisti delle piazze delle ultime ore.
Diffidate da chi cambia bandiera di partito come i calzini, da chi innalza vessilli e slogans ma che non sa neanche cosa sia Creazzo.
Forza Italia, Partito Democratico e Grillini saranno anche loro della prossima tornata elettorale ma  fatevi furbi e cercate di conoscere le persone e le loro storie e non votate per i simboli.
Se sei di Creazzo….. Il tuo paese non lo dai in comodato d’uso.

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