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Nuova frontiera contro il diabete: una pillola robot sostituirà iniezioni

diabete

(Adnkronos Salute) – Buone notizie per chi soffre di diabete o altre malattie croniche, ma ha anche la fobia degli aghi. E’ stata infatti creata una pillola robot che ambisce a rivoluzionare la terapia del diabete. Il gadget, protagonista di studi preclinici e realizzato grazie a un finanziamento dell’unità di venture capital di Google Inc, consiste in un polimero digeribile con sottili aghi cavi fatti di zucchero, disegnati per rilasciare con sicurezza e senza problemi il farmaco nell’intestino, come si legge sul ‘Wall Street Journal’. Che questo sia il futuro della terapia lo dimostra la recente approvazione di due pillole robotiche negli Usa. La Food and Drug Administration ha infatti detto sì a PillCam, una telecamera grande come una pasticca e realizzata da Given Imaging Ltd, capace di fotografare l’interno del corpo umano a caccia di polipi del colon. Un anno e mezzo fa, invece, Proteus Digital Health Inc ha ricevuto il via libera per inserire sensori commestibili in alcune pillole e aiutare così i pazienti e i medici a sapere quante ne erano state ingerite. Un problema, specie per i malati cronici e per chi fatica a seguire correttamente le cure. La pillola di Google Ventures, messa a punto da Mir Imran, Chairman & Ceo di Rani Therapeutics, punta a far diventare un ricordo le iniezioni di insulina, ma non è ancora stata testata nell’uomo. Dunque è probabile che “occorrerà almeno un anno prima della richiesta di approvazione”, riferisce il Wsj. Ma in caso di successo, il gadget hi-tech potrebbe rivoluzione il mercato dei farmaci iniettabili e rendere la vita più semplice non solo a chi soffre di diabete, ma ad esempio anche ai malati di artrite reumatoide. Il ‘papà’ della pillola robot, fondatore del laboratorio di ricerca e di InCube Labs della Silicon Valley, ha ideato più di 30 start-up di medical device e detiene 300 brevetti nel settore. La sua Rani Therapeutics, start-up ideata proprio per commercializzare la pillola robot, l’anno scorso ha ottenuto fondi da Google Ventures e VentureHealth. Secondo Blake Byers di Google Ventures , che ha creduto nel progetto, Imran potrebbe aver scoperto il ‘Santo Graal delle biotecnologie’, individuando un modo per rilasciare farmaci come l’insulina basale nell’organismo senza usare aghi. “Questo investimento non era esattamente nei nostri programmi, ma siamo aperti alle persone che possono cambiare il nostro modo di pensare”, ha spiegato Byers, ricordando che solo in Usa si spendono 100 miliardi di dollari in farmaci biologici, tutti iniettabili. Insomma, l’idea di Imran di creare un “sistema autonomo e robotico per il rilascio di farmaci”, capace di arrivare dove serve e poi dissolversi senza lasciare traccia, lasciando il medicinale libero di agire, può davvero rivelarsi rivoluzionaria. E semplice come bere un bicchier d’acqua. Negli studi preclinici Rani Therapeutics ha mostrato che la sua pillola robot può consentire un assorbimento del medicinale elevato almeno come quello della classica iniezione. Imran ha confidato di aver incassato già l’interesse di alcune case farmaceutiche, attratte dall’idea di usare la pillola robot per i loro farmaci. Per il momento, però, il programma dell’inventore è quello di eseguire ancora un anno di test sulla pillola robot, con la speranza di avere dati clinici definitivi nel 2015

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