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Mentre nel Veneto i prezzi delle case crollano, a Creazzo…

Ciambetti a Costabissara
Interessante analisi di Roberto Ciambetti, Assessore al Bilancio e agli Enti Locali
Regione del Veneto, che ci viene segnalata e pubblichiamo integralmente in ragione della citazione inerente il ns. Comune ove sembri l’eccezione confermi la regola.

L’andamento dei prezzi delle abitazioni rappresenta un segnale di particolare interesse: la forte diminuzione registrata a livello nazionale, dove per l’ottavo trimestre consecutivo si registra una diminuzione del 5.3 su base annua è chiaro indice della profondità della crisi che ha colpito la nostra economia.

Il Veneto non sfugge alla regola: stando ai dati dell’Osservatorio Immobiliare della nostra regione, gli appartamenti con più di tre vani segnano prezzi in discesa e solo le proposte di fascia medio alta, dai loft agli attici, cioè rivolte a una clientela che risente meno dell’andamento congiunturali, segnano dati in leggero incremento. Anche il dato relativo ai monolocali segna un andamento in controtendenza.

Il prezzo medio di vendita , calcolato su tutta il territorio regionale, è di circa 2 mila € al mq: statisticamente si tratta di una cifra superiore del 76 per cento in più rispetto al prezzo medio che si registra in Calabria.

Bisogna tenere conto della straordinaria disomogeneità nei prezzi che si registra a seconda dei Comuni: si va da una media di circa 1.300 € al mq in offerta a Rovigo fino ai 13 mila 750 € al mq di Cortina d’Ampezzo passando per i 5.550 medi di Dorsoduro nel centro storico veneziano.

Il dato di Cortina è strepitoso: tra le città con meno di 10 mila abitanti in Italia è quella che ha i prezzi più elevati in senso assoluto con differenze abissali rispetto ai Comuni della sua fascia: siamo lontanissimi anche da regine del turismo come Jesolo (3.950 € al mq medio), Caorle (3.450 € al mq), Torri del Benaco (3.350 € al mw) sul Lago di Garda. Asiago, nel cuore dell’Altipiano dei sette Comuni ma facilmente raggiungibile dalla pianura, spunta solo un prezzo medio di 2.650 € al mq: l’80 per cento in meno che a Cortina.

Sorprende, e fa riflettere il dato di Vicenza città, che s’aggira attorno ai 1.650 €, con un meno 18 per cento rispetto alle media regionale, appunto 2 mila € al mq che non vengono raggiunte nemmeno nelle location più prestigiose ,come l’area di Monte Berico, dove si spunta al massimo 1.950 € al mq. Interessante notare come invece nei comuni della cintura del capoluogo vicentino, come nel caso di Creazzo, i prezzi lievitino.

Bassano del grappa con i suoi 1.950 € al mq è abbastanza prossimo alla media regionale (- 4 per cento) ma decisamente superiore con un più 23 per cento rispetto alla media provinciale. La qualità della vita ha un prezzo e forse la tabella vicentina è un termometro di sicuro interesse anche da questo punto di vista: le città capoluogo, come Verona, Padova e Treviso hanno ben altre dinamiche rispetto a Vicenza.

I meccanismi del mercato immobiliare risentono decisamente della stretta creditizia: non è un caso se tiene ancora, con segnali di ripresa, il segmento alto, mentre le abitazioni a più vani nei quartieri popolari segnano ancora prezzi decisamente in contrazione, contrazione che si accentua se l’immobile necessita di interventi o lavori: chiaramente esiste un nesso tra questo andamento abbastanza anomalo e altalenante del mercato e la dura stretta creditizia che si fa sentire anche in veneto sebbene moda in forma minore che in altre regioni.

Gli indicatori economici per altro dicono che il Veneto sta risalendo la china e che per quanto riguarda il segmento produttivo grazie all’export il Pil per il 2014 sarà positivo, ma se non riusciamo a rilanciare i consumi interni difficilmente la ripresa porterà nuovi posti di lavoro di cui abbiamo invece bisogno soprattutto tra i giovani.

Tutti hanno fatto grandi sacrifici in questi anni difficili: ora il rilancio vero passa attraverso le banche.

Senza robuste iniezioni di capitali non solo il mercato immobiliare non riuscirà a riprendersi ma con esso non si riprenderà il tessuto sociale. Per ripartire veramente bisogna sconfiggere quel cancro che si chiama credit crunch, stretta creditizia.

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