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Che tristezza l’Aquila!!Noi c’eravamo….

L'AQUILA 2

L'AQUILA, NOI C'ERAVAMO

Aldo Santoro e Caterina Franchina

Continua la triste vicenda della cittadina abruzzese culminata con la dimissione di uno dei suoi uomini simbolo, il Sindaco Cialente, che ha condotto in maniera impavida davanti all’indifferenza ed alla paura dell’oblio post-evento, la battaglia per la ricostruzione e la normalità del post-terremoto.
“Ho pagato il fatto di aver rimosso le bandiere tricolori dalle sedi comunali e di aver riconsegnato la fascia tricolore”. ha proseguito. “Ho dato tutto me stesso, ma non sono stato abbastanza forte, sono rammaricato perché ho perso”. Conclusa la conferenza stampa, che si è svolta in un clima di commozione, con il primo cittadino attorniato dai suoi più stretti collaboratori, non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni, annunciando che d’ora in poi sarà in silenzio stampa.
Terribile ripercorrere solo alcune delle frasi dei “magnaccioni” delle tangenti che hanno fustigato l’orgoglio e riempito il sacco della pena di coloro che hanno subito un evento imprevedibile e devastante. Il terremoto è un “colpo di culo”. C’è qualcosa di peggio delle risate dell’imprenditore Francesco Piscicelli, che rideva mentre ancora le terra tremava, il 6 aprile 2009, pensando agli affari della ricostruzione;

e ancora:
“Ormai L’Aquila s’è aperta” dice Ermanno Lisi all’architetto Pio Ciccone, entrambi archiviati , “tu ancora non te ne stai a rende conto ma L’Aquila si è aperta… le possibilità saranno miliardarie. Io sto a cercà di prendere ste 160 case, se non lo pigli mo’ non lo pigli più, questo è l’ultimo passaggio di vita, dopo sta botta, hai finito, o le pigli mo’…”. “O gli pigli mo’ o non gli pigli più…”, risponde Ciccone. “Esatto”, continua Lisi, “abbiamo avuto il culo di…”. “Del terremoto!”, interviene Ciccone. E Lisi conferma: “Il culo che, in questo frangente, con tutte ste opere che ci stanno, tu ci stai pure in mezzo, allora, farsele scappà mo’ è da fessi… è l’ultima battuta della vita… o te fai gli soldi mo’…”. “O hai finito”, conclude Ciccone.
Ma come ha fatto il Sindaco Cialente (ora indagato nell’inchiesta do ut des)) a non accorgersi che i suoi più stretti collaboratori stessero marciando sulle pene di un capoluogo in perenne lutto da troppo tempo da meritare almeno pietà?
(Roberto Riga) indagato per una presunta mazzetta da 30mila euro, un ex consigliere comunale con delega (Pierluigi Tancredi, Pdl) accusato di corruzione, insieme a un altro ex assessore (Vladimiro Placidi) e a un ingegnere del Comune (Mario Di Gregorio).
Consigliamo a tutti costoro un testo da leggere “Il Potere della Vergogna” di Agnes Heller, sperando che questo per loro diventi il peggior compagno di viaggio dei prossimi giorni, mesi, anni di una vita che non merita di essere vissuta.

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