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Tutto cambi purchè nulla cambi: Renzi nuovo segretario del Pd

Maurizio-Crozza-imitazione-Renzi

Di Caterina FRANCHINA

Mi giro a destra ed a sinistra per cercare di cogliere cosa sia cambiato ma non lo sento, non lo vedo nè avverto sulla pelle quel brivido che ti fa credere/illudere di vivere un momento storico politico di svolta. Guardo le feste in tv, ascolto frasi trionfalistiche, tipo “da domani ci divertiamo”, o presunti programmi innovatori che cambieranno l’orizzonte di una sbiadita sinistra eppure, chissà perchè, molti come me vedono solo l’ormai immagine sovrapposta di Crozza/Renzi, non si capisce quale dei due sia la caricatura dell’altro che si interscambiono battute immaginarie in una sorta di iperuranio dell’ironia dove albergano le verità più profonde dell’io reale.
Renzi caro Renzi non c’è niente da fare, non sei riuscito a convincere: contro Civati e Cuperlo è stato combattere la battaglia per la Segreteria del PD analogamente, per dirla calcisticamente parlando, al Barcellona di Messi contro la Sorianese di Eccellenza, tutto molto noioso, scontato proteso ad un successo già scritto ad arte perchè ci vogliono facce sicure e rassicuranti, con quel fare delle Segretarie di Direzione nelle movenze, con quel look da “letteronze” per far capire di essere comunque “un figuro” moderno al limite del ridicolo, perchè la gioventù (38 anni!) chiama il rinnovamento anche se poi trasuda suo malgrado di Dc, vecchia, inossidabile Democrazia Cristiana che del Parlamento costituisce il DNA e di cui non ci riesce a liberare malgrado pesanti, ormai periodiche, centrifughe o meglio, purghe liberatorie, perchè il nuovo diventi la regola ed il vecchio dimenticato, anche se, solo, almeno per un pochino.
Dopo 8 secondi dalla scoperta delle statistiche di elezione del nuovo “Primo Piddino” (69%) ero intrisa di nostalgia del vecchio Bersani, a cui è mancato solo il coraggio di rottamare gli stupidi e la stupidità per diventare un grande della politica che mandasse via Berlusconi ed il berlusconismo con semplicità e scioltezza, invece di rimanere prigioniero delle sue paure. Uno che aveva la sostanza dei vecchi, lo spessore di chi sa, l’esperienza di chi può farcela… Avendolo voluto però… Avendolo voluto…
Caro Renzi, a me ricordi davvero solo Silvio, quel simpatico vecchietto in mano adesso a Francesca e Dudu che negli anni 90 promise un’Italia nuova: aveva la faccia giusta, slogan efficaci, un momento di torpore da sfruttare, grande capacità comunicativa (buoni consiglieri, gente “di famiglia”), una fortuna da realizzare e lo fece, completamente al meglio fino a poi abbracciare suo malgrado uno squallido crepuscolo alla maniera dei Sovrani della Restaurazione.
E con un occhio guardo sempre a Grillo, feroce contestatore partito da lontano, fustigatore di ogni ordine e grado di politici e potenti, che a guardare bene su nulla aveva torto nemmeno sulla umoralità degli esponenti del suo movimento pentastellato all’incasso dell’enorme diaria e che ha tenuto la barra dritta (Schettino uno è, e menomale) nei momenti di burrasca e di critiche che gli piovevano addosso per ogni ragione pilotata, costruita e manipolata ad arte e battute indietro colpo sul colpo dritta in faccia ai suoi denigratori.
Perchè l’utopia rimane che un giorno possa accadere di svegliarmi e dire in modo surreale e veritiero: “tutto successe a Creazzo”: perchè i sogni esistono, basta crederci per realizzarli e fare di questo odioso ed indolente vivere quotidiano il moto rivoluzionario di una grande Italia.

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