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Caterina Simonsen. I fondamentalismi dell’ignoranza

Caterina Simonsen

La redazione

Il pandemonio che si è scatenato dopo la dichiarazione della Simonsen che ha ringraziato e difeso la sperimentazione animale è di quello che sicuramente catalizza i media ed i pareri dei “mastri fornai” delle pagnotte televisive.
La storia c’è tutta: giovane donna, colpita da ben 4 malattie genetiche, sopravvive grazie alla sperimentazione animale.
In un periodo in cui facebook è sempre più una finestra con il mondo sempre aperta si lancia a ringraziare utilizzando il social network chi sta utilizzando “i giusti strumenti” per sostenerla nel suo difficile percorso con risultati drammatici culminati in minacce di morte e (figuriamoci se petrosino ogni minestra non interveniva) nel sostegno di Renzi: “Ho visto il suo video e voglio dirlo con tutta la mia forza: io sto con Caterina“. (Adesso sì che stiamo tutti meglio. La sua onnipresenza televisiva in ogni contesto eguaglia quasi quella di nostro Signore nell’Universo)
La foto, pubblicata sul profilo personale della ragazza e su quello del gruppo “A favore della sperimentazione animale”, è stata bersagliata da “30 auguri di morte e 500 offese”. “Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te”, scrive Giovanna. “Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto”, è il messaggio di Valentina. Si associa Mauro: “Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose”.
Non si sa se sia più scandaloso quanto scritto sopra o il fatto che la giovane padovana abbia dovuto tra gli altri fare appello anche all’ex Ministro Michela Vittoria Brambilla per far quietare le pulsioni fondamentaliste di questi strenui difensori degli animali.
E nel paese dei “no tutto”, assieme ai “No Ponte”, “No Tav”, no quello e no quell’altro è pronto ad aggiungersi un altro caso di scuola che lancerà qualche politico alla ribalta (Renzi e….. avanti il prossimo), qualche personaggio televisivo (Flavia Vento ci sei?) e che catalizzerà il dibattito magari della prossima “Arena” di Giletti, tra fautori di e contrari a…
Stop. I fondamentalismi di ogni ordine e grado sono sempre sinonimo di ignoranza: crudeltà, violenza, sfruttamento non sono mai leciti e giustificati né nei confronti degli uomini né degli animali e, molto spesso, ci siamo abituati alla prima linea e consideriamo un oltraggio solo la seconda.
Quando all’improvviso ti mettono di fronte alla realtà che la vita che è un dono è diventata un soffio leggero pronto ad essere spazzato via solo ad un momento di calo di tensione e che “quei tipi con il camice bianco” sono quella mano tesa che ti permettono di poter respirare ancora e di vivere il tuo quotidiano, uno slancio come quello di Caterina è legittimo, normale, meravigliosamente spontaneo.
Augurare la morte? Tutto si può, basta dare fiato alla bocca e avanti: non è sempre necessario collegare il cervello.
Impariamo due cose però con tanto di trasporto emotivo: immedesimazione ed empatia; il cuore non è solo un muscolo e solo così eviteremo certe corbellerie da antologia di fine anno. Avanti Caterina, dal “Colle” noi siamo con te!!!!

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