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Trenitalia. Tutti giù per terra. Ieri a Grisignano di Zocco succede che…

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Di Caterina FRANCHINA

Per un viaggiatore abituale le sorprese sono il pane quotidiano al pari degli avventurieri a bordo di una zattera spinti da una vela squarciata in mare aperto e minaccioso.
Ieri sembrava essere un venerdì di quelli soliti, in cui dopo una settimana di intenso lavoro e fatica si spera solo di arrivare a casa, infilare le pantofole ed abbracciare i propri cari e dedicarsi al vivere quotidiano tra le rassicuranti mura domestiche.
In molti in attesa del treno 2740 (ormai celeberrimo) che fatalità precede di poco il treno veloce 2110 diretto a Milano: perché vi dico ciò? Perché a volte basterebbe poco ed invece…grisignano
Ignari che il treno avesse dei problemi già da Venezia saliamo tutti a bordo; prima anomalia: non ancora partito il treno spegne tutte le luci; dopo qualche minuto gli impianti si riaccendono e parte l’aria fredda (per i più distratti siamo in ottobre inoltrato, nel pieno delle influenze in cui la frescura improvvisa non è che sia proprio una grazia di Dio). Qui il viaggiatore abituale avrebbe già dovuto tentare la via di fuga saltando in corsa sull’altro treno ma è venerdì, si è troppo stanchi e si spera che sia solo pessimismo.
Finalmente il treno parte: l’andamento è molto lento, il fare incerto, il freddo aumenta ed i passeggeri cominciano a guardarsi negli occhi inquieti. C’è anche un bambino a bordo, sono praticamente certa, oggi, con l’influenza. Fermata, Mestrino: si prosegue. Lentamente il convoglio arriva a . Passano i minuti, ci sorpassano i treni. Passa anche quello delle 17.40. C’è sicuramente qualcosa che non va. Cominciano le prime telefonate a casa preoccupate dei passeggeri: “non si parte più”. Sono passati trenta minuti, fuori dal treno il controllore ed un paio di passeggeri si confrontano animatamente. Scendo dal treno e mi avvicino anch’io: “il treno aveva dei problemi già da Venezia, il macchinista ha voluto provare ma non riusciamo più a partire”. Torno indietro e comincio ad avvisare la gente che incrocio di scendere a terra ( la sensazione è simile al Titanic o giù di lì); il passaparola continua spontaneo. Uno afferma: “una volta ho provato a chiedere un rimborso per una vicissitudine analoga ma mi hanno detto che non è colpa loro”. Ma che te lo dico a fare…Neanche un avviso a bordo e a terra. A qualcuno che lo fa notare il controllore scocciato risponde: “vuole insegnarmi lei il lavoro?” A noi queste due ore di vita perse per TrenitaliaVergogna non le restituisce nessuno. Una famiglia di turisti stranieri si guarda intorno perplessa: in braccio marito e moglie hanno due bimbi piccoli. Neanche a loro nessuno ha spiegato che questa è l’Italia. Ad maiora!!!

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