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Morte di Erich Priebke: seppellitelo sulla Luna

Priebke

A cura di Aldo Santoro e Caterina Franchina

Non ci provate neanche a considerare Priebke un cristiano come altri, un credente, uno che abbia diritti di sorta o verso il quale noi abbiamo in morte doveri di umanità, proprio no. E’ morto, centenario (che fare del male al prossimo allunghi la vita?!?!?) non facendo, sembrerebbe, mai i conti con la propria coscienza ma fiero dei suoi “ideali” fino all’ultimo, fedele al suo passato.
Qualcuno sta cercando di sollevare una qualche polemica di sorta ma la storia, il ricordo, quel passato che non si può dimenticare sta ergendo uno sguardo torvo ed inquisitorio verso questi buonisti della domenica che danno fiato alla bocca per parlare senza collegare il cervello, che pensano che la morte sia una parola vuota di significato perché si pensano eterni, che ritengono che la parola “eccidio” altro non sia che uno starnuto.
Solo un breve cenno biografico:
Condannato all’ergastolo per aver partecipato sia alla pianificazione, sia alla realizzazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine – durante il quale, il 24 marzo del 1944, vennero fucilati 335 civili italiani a Roma come rappresaglia per un attacco partigiano che aveva provocato la morte di 33 militari tedeschi – Priebke, dopo una lunga latitanza in Argentina, fu fermato nel 1994 da una troupe della televisione americana Abc, che gli chiese se fosse proprio lui l’ex capitano delle Ss. L’ex nazista fu quindi arrestato ed estradato in Italia nel 1995 e imputato di concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani. Il Tribunale militare ordinò la scarcerazione dichiarando il “non doversi procedere, essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione”. La Corte di Cassazione annullò però la sentenza e dispose un nuovo processo a suo carico. Nel marzo 1998, la Corte d’appello militare lo condannò all’ergastolo. A causa dell’età avanzata, però, l’ex Ss ottenne gli arresti domiciliari.
Il Sindaco Marino elegantemente gli concede, a braccetto con la prefettura, funerali solo in forma strettamente privata, in nome del rispetto delle vittime, celebrando il valore di una Roma antinazista nel DNA; il Vicariato: “nessuna celebrazione in chiesa”.
Attenzione: concedere il perdono della memoria è un fatto molto grave, una tomba ad un bieco esecutore di morte rappresenterebbe un semaforo verde alla reiterazione di altri massacri, altre vergogne che non potremmo giustificare ai nostri figli e che resterebbe sul loro groppone come appendice del nostro operato “distratto” sui grandi esempi, tollerante verso “gli arroganti” che non hanno usato armi chimiche ma una violenza pure verso i propri simili con un credo aberrante.
A pensarci bene dedicando un po’ di tempo ad una lettura degli eventi degli ultimi anni della storia del mondo, Priebke oggi era ed è in buona compagnia: l’era di internet, della globalizzazione e della verità virtuale relativizza molte verità ed il nazismo ha avuto solo “il difetto” di essere “troppo onesto” nel proprio operato e per questo, concediamo attenuanti generiche e chiediamo una nuova missione spaziale: un razzo, sopra caricate le povere spoglie di Erich Priebke e spedito dove il carburante lo porterà, senza astronauti a bordo, pilota automatico e con rotta verso la Luna. Immaginate un giorno in cui i nostri figli ci chiederanno: “che cos’è la Luna? – fieramente gli potremo rispondere- Un satellite naturale della Terra dove vengono spediti i cattivi e non possono più ritornare”. Inteso il messaggio? Amen.
Ad maiora!!!

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