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Gruppo Creazzo nel cuore. Nel nome di un possibile cambiamento a partire da…

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Piccoli grandi esempi di come un’amministrazione può mettere in ginocchio un’attività.

Invece di fare da collante tra cittadini e gestori di attività, l’amministrazione di Creazzo preferisce -con metodi forcaioli- proclamare il coprifuoco estivo delle aree verdi alle 21.00 di sera, costringendo a dover chiudere un bar, frequentato da famiglie e giovani sportivi.

Ci si domanda come sia possibile arrivare al punto di costringere un’attività a chiudere i battenti. Il problema sta alla base di una mentalità abituata ad amministrare per inerzia e non con quella sinergia basata sull’idea di contribuire ad alimentare la costruzione di una comunità locale viva, attiva e competitiva.
Non sono regole in più e restrizioni feroci a consentire l’ordine degli spazi pubblici, ma il rispetto delle regole giuste e la condivisione della casa comune. Quindi le strade, le piazze e i parchi, che dovrebbero diventare spazi sicuri di tutti e non giardini del Comune semplicemente recintati. Altrimenti il luogo dove si vive diventerá semplicemente un dormitorio, dove al calar del sole tutti si rifugeranno tra le quattro mura e nessuno conoscerà nemmeno il proprio vicino di casa.

Raccoglieremo le firme con il gestore del Parco Molini e lo faremo per dare una scossa a tutto il paese. Creazzo dev’essere vivace e attraente. Basti pensare ai molti esempi di località venete che ospitano grandi mercati dell’antiquariato, festival jazz, autori e poeti nelle proprie piazze. Insomma è meglio cercare di far vivere il nostro paese e non solo sopravvivere. Per questo pensiamo che le aree verdi debbano rimanere aperte la sera, attive e vissute nei giusti orari e con sicurezza.

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