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C’è un cuore che batte nel cuore dell’Italia: a Capo Passero sontuosa gara di solidarietà per salvare e assistere 160 migranti

Pachino
Di Caterina FRANCHINA

Quanto accaduto ieri riaccende nella mia mente ricordi di un paio di decenni fa o forse più, quando ancora abitavo nel mio paese d’origine, Furci Siculo in provincia di Messina. Passeggiavamo insieme ad altri amici, forse era ottobre o novembre, nel lungomare, quando, all’improvviso, notiamo un pò di agitazione in riva al mare. Non c’era quasi nessuno, come accade nei posti di mare quando la stagione estiva finisce, eppure un capannello di gente si era creato in prossimità della battigia. Il papà di un nostro amico, Salvatore R., era rientrato precipitosamente da un’uscita di pesca con un amico, sulla sua barchetta e non riusciva a tornare sulla terra ferma per il mare increspatosi in maniera importante (c’erano veri cavalloni). Allertata la guardia costiera, gli unici che in realtà potevano intervenire in maniera efficace e senza pericoli, si aspettava con ansia il loro arrivo per una risoluzione della situazione complicatasi in maniera preoccupante; dopo circa quarantacinque minuti di “solitudine” intervengono i pescatori, in assenza di autorità e i coraggiosi accorsi nel frattempo sul posto. Creano una catena umana, simile nella sostanza a quella di ieri, diversa per le condizioni del tempo e per il numero di persone da soccorrere ma efficace in eguale misura: barca andata in frantumi, uomini/naufraghi salvi!
Ieri, su una spiaggia vicino , in provincia di Siracusa, i bagnanti sono stati immensi nello slancio di solidarietà e di coraggio per aiutare e rifocillare 159 migranti portati a riva dalla guardia costiera, prelevati da un barcone che si era incagliato a una cinquantina di metri dalla riva.
Hanno ceduto i pantaloni che indossavano, le magliette. Quello che c’era insomma:« È stato straordinario – racconta ancora Giulia – piccoli grandi episodi che ci hanno riempito. Un uomo è andato a comperare una teglia di pizza, le mie amiche hanno montato una tenda per permettere alle persone di cambiarsi con un po’ di privacy. Dopo le strumentalizzazioni razziste che come uno squallido e manovrato ping pong hanno animato la ribalta politica italiana dei mesi estivi, un gesto di cuore che ha coinvolto e reso eroi queste persone, in maniera spontanea, senza scopi, obiettivi e secondi fini permette di tirare un sospiro di sollievo proteso alla fiducia verso un’umanità che la serenità estiva ha fatto ritrovare al nostro Popolo, grande quando crede che l’orgoglio di essere italiani sia un monumento alla storia nel momento in cui, come ieri, mette in campo ogni energia nella difesa della vita e porta alla certezza che le persone buone esistono, ecco come sono possibili, con una strizzata d’occhio alla cara Agnes Heller.

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