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Obama senza vergogna e la simpatia verso Snowden

cimice

 

Di Caterina Franchina

 

Non posso negarlo, da quando è venuto fuori il caso del Datagate ho una profonda simpatia per questo “personaggio”, Edward Snowden, simile a quella che si prova per tutti gli eroi “neri” che sono pronti, pur di far svegliare le masse da un sogno ad occhi aperti, a sopportare prima la rabbia, poi la delusione e quindi la solidarietà altrui. La talpa ha dichiarato:  “La decisione morale di raccontare all’opinione pubblica lo spionaggio che colpisce tutti noi è costata cara ma è stata la cosa giusta da fare e non ho rammarichi”. Come dargli torto, anch’io avrei fatto lo stesso, considerando la grossa panzana che aveva fatto bere a tutti Mr Obama, la “legnata” che ha preso sui denti da questo giovanotto con gli occhiali è il minimo, la punizione più giusta in omaggio alla verità, verso un oratore bravo, imbonitore delle masse fino ai limiti di un santone delle sette, sostenitore della e-democracy delle parole lontana anni luce dai fatti che accaparrato il potere ha buttato una manciata di polvere negli occhi dei cittadini del mondo per accaparrarne la benevolenza mentre alle spalle controllava il potere con cimici e microspie da far il verso ai film di James Bond, salendo alla ribalta come il cattivo, che non dà risposte per giustificarsi perchè risposte non ne ha, si trincera dietro la diplomazia e dietro un immediato patetico viaggio con moglie e figli da Mandela alla ricerca di un valore del vivere che la politica, la sua, una volta di più ha sotterrato. Non sopporto i falsi, insetti odiosi che si nascondono negli angoli per colpirti quando meno te l’aspetti con il loro pungiglione ed Obama questo ha fatto, al suo secondo mandato, l’ultimo, comunque, perchè sarebbe stato difficile stavolta spiegare al popolo i suoi perchè, uomo peggiore dei suoi predecessori, loro con molte macchie e lui solo con un buon smacchiatore. Che orgoglio sarebbe stato che l’Italia avesse accettato la richiesta d’asilo della talpa Ed: Dio stringere al petto il tricolore nel nome della difesa della verità, che soddisfazione negata, come sempre, da una politica piccola ed ipocrita troppo schiava da sempre dello pseudo alleato americano per ergersi a paladina della giustizia. E così tocca guardare ed ammirare Putin: al centro della scena con il pallino in mano, gioca al gatto con il topo con i nemici di sempre mentre Ed, l’eroe nero, aspetta di capire dove andrà per essere certo che il futuro lo vedrà se stesso e non vittima/pedina di un intrigo internazionale a 5 stelle. Yes, we can’t.
Ad maiora!!!

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