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Manifestazione unitaria del 22 giugno. Pullman in partenza anche dal Veneto

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la redazione
«In tempo di crisi il sindacato è punto di riferimento. La manifestazione unitaria, organizzata per sabato , deve rappresentare l’occasione per rilanciare con forza le nostre concrete rivendicazioni.
Non c’è più tempo per aspettare, bisogna frenare la caduta libera dell’economia del nostro Paese
“,così il delegato regionale della Fistel- Veneto commenta la ritrovata unità delle tre principali organizzazioni sindacali che si ritroveranno insieme in piazza S. Giovanni a il 22 giugno. La crisi del nostro Paese è sempre più drammatica. La riduzione dell’apparato produttivo, la disoccupazione e la perdurante assenza di investimenti, connotano la condizione attuale dell’economia italiana. La disattenzione ai temi del lavoro impedisce di intraprendere una strada che, frenando la caduta libera della nostra economia, permetta di riprendere fiducia e di tornare a crescere.
CISL e UIL ritengono urgente che il tema del lavoro, in tutte le sue componenti, torni al
centro delle scelte politiche ed economiche e indicano i provvedimenti urgenti ed indispensabili
per aprire una nuova fase:
1. dare soluzione a quelle emergenze che alimentano la disoccupazione. In particolare
serve:
– il rifinanziamento della CIG in deroga;
– il completamento dell’effettiva salvaguardia degli “esodati”.
2. ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle imprese che faranno assunzioni
nel prossimo biennio, destinando automaticamente a tale scopo le risorse derivanti
da un’efficace lotta all’evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
3. rilanciare politiche anticicliche prevedendo ad esempio la possibilità per i Comuni
chehanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati, fuori dal patto
di stabilità. In questa direzione il provvedimento per il pagamento dei crediti alle imprese
è un primo segnale positivo.
4. ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione non attraverso tagli lineari,
ma con la riorganizzazione e l’efficacia del suo funzionamento, con il contenimento
della legislazione concorrente ed eliminando tutte le formalità inutili che rallentano le
decisioni. È fondamentale, per sostenere la crescita, investire nella scuola pubblica, nell’università,
nella ricerca pubblica e privata e nell’innovazione.
5. ridurre i costi della politica è la condizione per buone istituzioni e buona politica. Si
tratta, da un lato, di riordinare e semplificare l’assetto istituzionale ed amministrativo
del Paese, seguendo quanto già fatto dagli altri partner europei e, dall’altro, di tagliare
con decisione gli sprechi e i privilegi che non sono compatibili con l’efficienza e la buona
amministrazione.
6. definire una politica industriale che rilanci le produzioni, valorizzando le imprese che
investono in innovazione e ricerca e che salvaguardano l’occupazione e le competenze.
Inoltre vanno definiti:
* uno strumento di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza;
* la proroga per i contratti precari della Pubblica Amministrazione e della Scuola in scadenza;
* la riforma dell’IMU, esonerando solo i possessori di un’unica abitazione, con un tetto
riferito al valore dell’immobile.
Queste sono le scelte per arrestare la caduta del sistema produttivo e fare ripartire la
crescita creando nuove opportunità di lavoro. Investimenti, redistribuzione del reddito,
ripresa dei consumi sono le condizioni essenziali per sostenere la ripresa della nostra
economia. Le parti sociali sono impegnate al rinnovo dei contratti di lavoro e nella scelta
di salvaguardare l’occupazione, anche attraverso gli ammortizzatori sociali e i contratti
di solidarietà, nonché ad individuarecome correggere le iniquità della legge sulle pensioni.
CGIL CISL e UIL sosteranno queste rivendicazioni con la mobilitazione che si realizzerà
con iniziative territoriali e regionali confederali e di categoria, a partire da sabato 11
maggio e che approderà il 22 giugno in una grande manifestazione nazionale a Roma.
Su rappresentanza e democrazia sindacale, CGIL CISL e UIL, confermando il testo unitario
del 2008, l’allegato all’accordo del 28 giugno 2011 e ad integrazione dello stesso, convengono
di definire con Confindustria un accordo che regoli:
ˇ la rilevazione e la certificazione della rappresentatività basata sull’incrocio tra iscritti e
voto proporzionale delle RSU. Laddove non ci siano le RSU varrà solo il numero degli
iscritti. Le organizzazioni sindacali sono impegnate a confermare le RSU laddove esistenti;
ˇ la titolarità della contrattazione nazionale per le organizzazioni sindacali firmatarie che
raggiungano il 5% della rappresentanza per ogni CCNL;
ˇ gli accordi saranno definiti dalle organizzazioni sindacali che rappresentano almeno il
50%+1 della rappresentanza e dalla consultazione certificata dei lavoratori, a maggioranza
semplice, le cui modalità attuative saranno stabilite dalle categorie per ogni singolo
CCNL.
Sulla base di questi principi le Segreterie Nazionali confederali sono impegnate ad avviare
il confronto anche con le altre associazioni datoriali.
Per info circa l’adesione alla manifestazione di Roma,con viaggio in pullman è esaustivo il sito www.cisl.it.

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