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Il piccolo Luca, il dramma e una domanda: ma nessuno all’asilo si è chiesto dove fosse?

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Di Aldo SANTORO e Caterina FRANCHINA

Non si può dimenticare il bambino di , il piccolo Luca, che, un destino terribile ha scelto morisse in un modo così atroce, angelo prediletto di nostro Signore, la cui grande sofferenza ha ricordato a tutti i genitori la responsabilità enorme nei confronti di queste creature indifese, i nostri figli, i nostri tesori, le nostre più alte ragioni di vita. Non vogliamo insistere sulle colpe di un padre la cui distrazione non trova una sola scusante ma dare forma in queste righe al nostro solidale silenzio di essere umani, genitori fallibili che non possiamo non accompagnare con un pensiero pieno di amore espresso da un cuore straziato, la fine indegna di un fiore delicato venuto sulla Terra per brillare dei suoi colori unici e meravigliosi. Tutti con il dito puntato sul padre, tutti, nessuno escluso; eppure noi ci domandiamo, in modo forte ed accorato: ma le maestre? All’asilo dove il bambino doveva essere condotto e’ mai possibile che nessuno si sia chiesto dove fosse ed avesse alzato quel maledetto telefono per chiedere notizie? Una sola, maledetta, chiamata che avrebbe salvato la vita di Luca e non reso tutti noi maledettamente fragili ed insicuri nei confronti del mestiere più bello e difficile del mondo: fare i genitori. Dio ci aiuti e preghi per noi rimasti qui: adesso il piccolino è tra le tue braccia e non piangerà mai più ma giocherà solo in modo spensierato tra le nuvole. Amen

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