Socialize

RSS Feed

Toscani: “Basta rossetto e tacchi e le donne saranno al sicuro”

toscani
– “Le donne devono essere più sobrie, diano importanza all’essere più che al sembrare”, solo così si possono evitare altri casi di femminicidio. A sostenerlo è il fotografo Oliviero , pubblicitario di fama, che lancia una provocazione: “Le donne non si devono truccare, mettersi il rossetto, devono volersi bene per quello che sono”, spiega all’Adnkronos. Si dichiara d’accordo con il presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha chiesto lo stop all’uso del corpo femminile nella pubblicità, anche se, secondo , “il problema della violenza sulle donne non dipende solo dalla mercificazione del corpo femminile negli spot pubblicitari ma di tutta la comunicazione e della televisione in genere”.

Boldrini: per fermare la violenza porre limiti all’uso del corpo delle donne

“Basta guardare le presentatrici o le rappresentanti della politica – prosegue Toscani – Serve un ruolo più serio delle donne. La smettano di dover sempre sedurre, altrimenti finiranno per sedurre solo maniaci e i violenti. Ormai i tacchi sono inversamente proporzionali all’intelligenza. E’ un vero disastro. Sono tutte rifatte, con labbra che sembrano canotti e nasini tutti uguali. Ma cosa è successo? – si chiede il pubblicitario – Questo voler sembrare, apparire, alla fine conduce la donna a essere considerata un oggetto e non più un’entità intelligente. Se avessi una moglie come quelle donne lì sarei molto in crisi”.

pubeImmediata reazione di Telefono Rosa, che critica le parole del fotografo: “Le provocazioni di Oliviero Toscani sono vecchie, insulse e hanno stancato. Secondo lui per non essere violentate o uccise dobbiamo metterci tutte il burqua in modo da non provocare gli uomini?“, dice all’Adnkronos Gabriella Moscatelli, presidente dell’associazione. Moscatelli, a proposito della richiesta del presidente della Camera Laura Boldrini di fermare le pubblicità che usano scorrettamente il corpo femminile, chiede di “boicottare tutti quei prodotti reclamizzati con spot offensivi della dignità delle donne”.

La presidente di Telefono Rosa ribadisce: “Siamo libere di vestirsi e truccarci come vogliamo, senza per questo dover correre il rischio di violenze”. E chiede che gli spot lesivi della figura della donna “sia sulla carta stampata, che in tv e sul web siano multati con sanzioni salate. Non basta – dice – che dopo la denuncia all’Antitrust ci si limiti a bloccare o ritirare lo spot, serve toccare il portafoglio di chi le fa, magari devolvendo gli introiti a un fondo per la tutela delle donne”. E ancora: “Come spesso diciamo ai ragazzi, negli incontri che facciamo nelle scuole, se un prodotto è buono non ha bisogno di pubblicità offensive o volgari”. Da qui la proposta “boicottiamo tutti quelli scorretti”.

Mentre per Monica Pepe, fondatrice di ‘Zeroviolenzadonne.it’, “quella di Toscani è una battaglia che strizza l’occhio ai moralismi ma non aiuta in nessun modo la relazione tra uomini e donne a progredire, mentre è questo l’unico vero antidoto per combattere la violenza sulle donne e sui bambini”.

”Non ci sono fenomeni di violenza che nascono dal nulla, ma sempre dai contesti affettivi e relazionali più intimi – sottolinea Pepe all’Adnkronos – Sia le famiglie sia le scuole, le prime ‘agenzie formative’ delle identità personali e sessuali dei ragazzi, sono schiacciate da una società che baratta e scambia sempre più l’umanità delle relazioni con il consumismo”.

”Ripartiamo dalle verità più elementari – è l’invito della fondatrice di Zeroviolenzadonne.it – Oggi c’è un problema di fragilità sociale, la crisi economica sta peggiorando le condizioni di vita, il femminicidio è segno di grande fragilità dell’identità e della cultura di coppia, e quando uomini e donne hanno solo realazioni conflittuali e mortificanti tra di loro non c’è alcuna felicità possibile”. adnk

PR: 0

Tags: ,

Share This Post

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>