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Imu tassa ingiusta o necessaria?”Abbandonate il Paese!!!”

IMU
La redazione

Questo Governicchio Letta dalla gambe di argilla, con il cervello di Berlusconi e la faccia di Enrichetto sembra pronto a naufragare alla prima curva: c’è subito da sciogliere un nodo complicatissimo, quello dell’IMU che Monti ha definito, da Premier “senza vergogna”, tassa necessaria ma ora che è tornato il CAV con il suo monte di promesse in campagna elettorale si rileva come l’indigeribile nodo fiscale per il futuro dell’Italia.
Ormai da queste parti abbiamo capito come funziona: basta un’operazione di lifting e si mettono in piedi splendide “politiche di cartone” che hanno il compito di accattivare il consenso di chi mangiando la torta divora la crema che la ricopre non accorgendosi che il pan di spagna è andato a male. Berlusconi lo ha promesso, abolizione e restituzione dell’IMU già pagata: le casse dello Stato piangono e se alla fine Lui avrà ragione è pronta (sicuramente) l’invenzione di un’altra tassa (o le sempreverdi benzina e sigarette) che servira’ a farci pagare tutti (tranne loro) e di più e comunque terrà sempre rigorosamente vuote le nostre tasche.
Tra le reciproche posizioni, al limite del grottesco (Governissimo… Grillo, come avevi ragione tu…Avete fatto caso che dopo gli spari di Preiti sia sparito dalla ribalta dei media in un ennesimo tentativo di epurazione mediatica? Preiti, un uomo senza lavoro, disperato, che chiama con un telefono intestato ad un cingalese per non essere identificabile; chi, uomo senza lavoro e futuro, non lo farebbe o meglio non avrebbe la capacità di farlo?!!?!?) quella più intelligente sembra quella dei sindacati che si dicono contrari all’abolizione. Per Cgil, Cisl e Uil «non va bene l’idea che si abolisca tout court l’Imu sulla prima casa, così vengono sottratte risorse a politiche più necessarie. Bisogna scegliere e dire che si difendono le persone con una sola casa, non chi ha 20 ville e 37 appartamenti, e con valore basso». Una posizione unitaria di cui si fa portavoce Susanna Camusso: «C’è bisogno di mettere dei cerotti alle emergenze costruite dai precedenti governi e di impostare una linea di politica economica che potrei sintetizzare in “redistribuire il reddito, redistribuire il lavoro”». Giusto! Se così non fosse: pronti ad abbandonare il Paese e si salvi chi può!!!

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