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So cosa hanno provato gli astronauti: ho fatto un viaggio sulla “Luna”

Claudia nido - primo giorno
Anonimo conosciuto

Ci sono modi e modi di vivere il proprio quotidiano ed io ho l’abitudine quando le brutture della vita non fanno 90, di viverlo sempre con entusiasmo soprattutto quando è condiviso con la mia gioia più grande, la mia bambina. Succede così che il Nido un giorno decida di istituire la giornata del genitore, un momento unico da condividere a 360° con le proprie creature, un momento tra il gioco e il conviviale, tra la vita e la favola, tra la realtà e la fantasia, da vivere senza freni inibitori, uno stato di ebbrezza analcolico che solo se vuoi imparare a volare puoi assaporare fino in fondo. Ed allora io ci ho provato, ho puntato in alto il cielo, la Luna e via, mi sono buttata in questa avventura breve, di poche ore con lo spirito che pervade chi per amore rinnegherebbe se stessa e sono diventata così piccola ma talmente piccola da far diventare grande mia figlia, così grande da sembrare immensa nella semplicità condivisa con i coetanei, le maestre, un Sole meraviglioso che ha fatto da cornice a chi ha fatto dell’incontro con la natura, un trampolino verso la felicità.
Provate anche voi, una terapia che non ha prezzo: per un giorno, o solo per qualche ora, buttate via l’orologio, per un giorno fate scandire il tempo dalla voglia di vita, di sorridere, di essere per essere senza nessuna voglia di apparire, l’anima vola leggera e comincia a cantare.
La macchina del capo
ha un buco nella gomma,
la macchina del capo
ha un buco nella gomma,
la macchina del capo
ha un buco nella gomma
e noi l’aggiusteremo
con il chewing gum.

Pesciolino rosso nella vasca di cristallo,
nuota in su, nuota in giù,

nuota per di qua, nuota per di là,
guarda il pesce come fa:

tralla-là, tralla-là, trallallero-tralla-là…..

Mia figlia mi guarda ma non come impazzita. E’ abituata, alla mamma manca notoriamente qualche venerdì quando gioca con lei ed oggi lo sa, gliel’ho detto mille volte: è un giorno molto molto speciale.
Si esce fuori e si gioca… La leggerezza del vivere insieme a loro prende forma: scatenati e vivaci occupano da veri padroni il verde che li circonda e la natura si inchina a loro. Non un alito di vento ma soffia forte, fortissimo la loro gioia come una brezza primaverile. Le maestre guardano compiaciute: “stanno crescendo”, non neghiamolo, il merito è anche loro. E lo vedo quando giunto il momento della pappa, tra un broncio ed un “no, no” ostentano più pazienza delle mamme che hanno titolo e gradi, bypassano il capriccio e cercano di convincersi da educatori che se non mangiano ora mangeranno dopo e che anche così cresceranno, attraverso un diniego che rafforza il carattere, che non li mette in pericolo ma li porta ad affrontare con piglio sicuro la vita che hanno davanti. Finito il “pappa time”, si torna a giocare, ancora sole, ancora scivolo, aria aperta, per spendere le ultime energie prima del sonno. Sono stanca anch’io, avrei voglia di dormire in mezzo a loro e sognare di nuovo la Luna, quel sogno ad occhi aperti che mi hanno regalato, non facendo nulla di speciale ma gustando ogni istante condiviso, che custodirò per sempre nei ricordi indelebili della mia vita. Grazie d’esistere, tutti.

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