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Incarico a Enrico Letta

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(AGI) – Roma, 24 apr. – e’ stato convocato dal presidente, Giorgio Napolitano, che lo ha incaricato di formare il governo. Il vicesegretario del Pd ha accettato con riserva, come da rito, esprimendo gratitudine al capo dello Stato.

“La politica ha perso tutta la sua credibilita”, ha affermato Letta, aggiungendo che l’Italia “che soffre ha bisogno di risposte” e facendo un appello alle forze politiche per avviare il cantiere delle riforme.

“Sara’ un governo di servizio”, ha assicurato ancora il premier incaricato, sottolineando che – malgrado il ‘totoministri’ terra’ certamente banco – “diro’ tutto non appena sciolta la riserva”.

Alfano, se governicchio balneare non ci stiamo

Intanto il Pdl ha avvertito il Pd: niente scherzi come nel caso di Franco Marini, silurato dai franchi tiratori durante le votazioni per il Colle.

Letta, il pisano che tifa MIlan e ascolta Vasco Rossi

“Prima ancora di sapere chi sia il presidente incaricato, e’ bene chiarire al Pd che per noi non ci sara’ un nuovo caso Marini, non daremo il sostegno a uno di loro cui loro non daranno un sostegno reale, visibile, con nomi che rendano evidente questo sostegno e con un programma fiscale chiarissimo ed inequivocabile”, ha chiarito in una nota il segretario Angelino Alfano.

“Abbiamo la netta impressione che il PD un governo forte non voglia farlo, ma non possa dirlo”, ha osservato Alfano. “E’ desolante – prosegue – la lettura, sui giornali di questa mattina, delle dichiarazioni di numerosissimi esponenti del Partito Democratico. Un florilegio di attacchi al Popolo della Liberta’, al suo leader e alla storia del nostro partito, unito a organigrammi, nomi, poltrone e cadreghe varie. Il tutto aggravato da una inquietante sudditanza psicologica a una sorta di primato dei tecnici”.

“Non intendiamo pagare altri prezzi per la nostra lealta’ e ribadiamo – ha concluso il segretario Pdl – che o il governo e’ forte, politico (con i tecnici abbiamo gia’ dato), duraturo e capace di affrontare la crisi economica oppure, se si tratta di un governicchio qualsiasi, semibalneare, lo faccia chi vuole, ma noi non ci stiamo”. (AGI) .

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