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L’addio del Papa. Zero emozioni e tanta perplessità, altro che storia…

papa

Di Caterina FRANCHINA
Cosa si intende per un fatto che rimarrà nella storia? Quello che quando tu lo vivi in prima persona ti senti fortunato perchè hai i brividi sulla pelle, le lacrime agli occhi e ne ricerchi le emozioni sui giornali, le tv, nelle discussioni con gli amici. Ma… Nel caso dell’addio del Papa Benedetto, molta perplessità e solo quella è stata la prima reazione ad un annuncio perfino in latino, quasi volesse essere nascosto ai più e tanta dietrologia:” chissà perchè lo ha fatto?” “Dietro ci sarà sicuramente un qualche scandalo sessuale..” Ricordate la sontuosa morte di Giovanni Paolo II? Abbiamo un altro concetto di storia e quello sicuramente è stato un evento, come il suo papato, unico in ogni sua espressione, che difficilmente dimenticheremo, di un uomo e non di un auto-nominatosi “Papa emerito” che ha vissuto con la gente e per la gente fino all’ultimo senza sotterfugi o perifrasi politiche ma in modo diretto, espressione di un mandato venuto da Dio e in maniera divina si è abbandonato tra le braccia della morte stessa considerandola un dono, come esempio di vita terrena fino all’ultimo istante vissuta per iniziarne una nuova, a fianco del Celeste (Formigoni si quieti non parliamo di lui), nella casa del Padre.
Il mio datore di lavoro di allora, con grande umanità e rispetto cristiano per i nostri sentimenti, ci permise di guardare insieme il funerale a casa sua: lo studio rimase chiuso perchè un momento del genere non poteva piegarsi ad un ineluttabile “the show must go on” ma bisognava che il mondo si fermasse, era morto il Papa, la Storia con la “S” maiuscola era piegata sulle ginocchia, quella che per raccontarla ai tuoi figli non dovrai mai andare a riprendere giornali piuttosto che video sul web ma che hai perfettamente scolpita nella mente e che vuoi condividerla con una commozione rinnovata come è la mia adesso che scrivo su questa tastiera per raccontarla a voi, 35 lettori di questo sabato mattina. Domani quando ricorderemo il Papa dimesso dovremmo fare uno sforzo di memoria per ricordare nome e “numero di serie”, lui che è sceso dalla croce con un balzo felino e tanta oratoria, lui che ha governato in modo “tecnico” il papato in questi 8 anni lascia con un ultimo superbo atto nominandosi “emerito” perdendo l’ultimo treno vero con la storia, quello di un redivivo sig. Joseph Alois Ratzinger e basta. L’umiltà difficilmente tornerà in Vaticano, morta quel 2 aprile del 2005 alle ore 21.37: ciao Papa Giovanni Paolo II, sei sempre e ancora qui con noi perchè nel cuore non morirai mai.

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One Response to L’addio del Papa. Zero emozioni e tanta perplessità, altro che storia…

  1. pedro

    2 marzo 2013 at 14:35

    complimenti per l’elogio del peggiorpapa della storia moderna

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