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Viaggi con Italo ma non ti accomodare in salotto…

Italo

La redazione

Alcuni istruzioni per l’uso a chi viaggia con con bambini al seguito.

Concorrenza è la chiave di un miglioramento dei servizi che dovrebbe comportare un abbattimento dei costi ed una maggiore offerta all’utente. In questa ottica si inquadra la nuova compagnia ora di Perricone che fu di Montezemolo e che a tutt’oggi è legata al suo nome, malgrado non lo sia più nei fatti.
Scegliamo di viaggiare con tutta la famiglia, insieme, superfluo dirlo per chi ci legge con costanza, insieme alla ns. piccolina di due anni. Per chi non lo sapesse, nella carrozza 8 c’è una fasciatoio e si può chiedere, al momento della prenotazione, di essere posti lì.
Al binario troviamo l’addetto che indica dove si troverà posizionata la nostra carrozza all’arrivo del treno; gentile e garbato, ci aiuta anche a salire su il passeggino, senza averlo chiesto. Bene, ci sentiamo confortati da questa assistenza: la prima volta della ns. bambina parte con i migliori auspici. Nel frattempo lei continua a fare: “treno, ciù ciù, treno ciù ciù”. Temiamo esploda per l’entusiasmo: infatti salita su comincia l’ esplorazione nelle carrozze. Tutte perfetto: la pulizia, l’eleganza, la cortesia del personale di bordo, diventati veri e propri assistenti di viaggio e non meri controllori. Cominciamo a scambiarci le prime impressioni: la sensazione è che considerati i prezzi e la realtà di viaggio, i vari eurostar potrebbero andare in pensione.. Se avessero qualche corsa in più.. La velocità tocca punte di 300 km/h. Fantastico! Arriviamo puntuali a destinazione per trascorrere tutti insieme una giornata serena. Senza soffermarci sulla ns. gita fuori porta che un tempo un pò English ha minacciato di bagnare, ci appropinquiamo al ritorno. Arriviamo a “CasaItalo” in anticipo rispetto al rientro del treno: abbiamo bisogno di un fasciatoio per il cambio della bimba e siamo certi lì di trovare una risposta alle nostre necessità.
Cade il palco della perfezione che avevamo costruito: l’addetta è imbarazzata. “So che l’hanno comprato, ma non è stato ancora installato” improvvisa con evidente disagio. Siamo disarmati, ci allontaniamo e lei ci segue: “è la prima volta che ci fanno questa richiesta”, continua, “volendo potete cambiarla in bagno”, posto adiacente al salottino non riservato ai passeggeri di seconda classe. Chiediamo felici dov’è il bagno e vediamo di improvvisare.  Usciti, l’addetta si fa trovare lì davanti: si guarda circospetta intorno e fissa un vassoio pieno di cornetti, dal quale eravamo ben lontani impegnati a mettere a posto la ns. bambina. L’addetta esce e rientra: riguarda il vassoio e si intrattiene con noi sempre più tesa e nervosa, guardandoci con sospetto perchè intanto avevamo preso (evidentemente rubato) un bicchiere d’acqua dal distributore per darlo allo cucciola. Aspetta un altro pò ferma davanti a noi come un carabiniere, scambiando qualche parola di circostanza: nell’uscire fa quello che non ti aspetti, porta via il vassoio di cornetti. Rimaniamo a bocca aperta: complimenti per il saper fare. Usciamo da lì e chiediamo della tanto reclamizzata connessione wirelless, non funziona (durante il viaggio di ritorno scopriamo che fino a Firenze fosse latitante, temporaneamente). Ma non finisce qui: la bambina ha fame e chiediamo all’assistente dove potere riscaldare la pappa. Ci dicono di andare al vagone dove è presente un fornetto: arrivati a destinazione, il capotreno ci dice che per una questione di responsabilità dobbiamo essere noi a farlo. Mentre facciamo l’operazione ci guardano in due con la bimba in braccio per vedere che non succedesse nulla, manco stessimo a maneggiare una bomba. Torniamo al ns. posto e ci salutano in modo scortese. Italo sì, ma non baby. Letto questo speriamo Italo dia una risposta sul campo. Ad maiora!!

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