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Morta Rita Levi Montalcini: è stato detto tutto o quasi…

Di Aldo SANTORO e Caterina FRANCHINA
rita levi montalcini
E’ , non una donna qualunque ma davvero un pezzo della storia d’Italia, una donna con la schiena dritta come dicono quelli che parlano e scrivon bene, una grande di cui tutti noi siamo adesso che è morta, purtroppo, una volta di più, orgogliosi. Provate a dare un’occhiata alla sua biografia su Wikipedia: da mal di testa! Titoli, scoperte, onorificenze di tutti i tipi, nel nome della scienza a cui lei ha dedicato la sua vita rinunciando senza “se” e senza “ma” ad un marito ed una famiglia. Persona di estrema riservatezza, sensibilità e indipendenza, Rita Levi Montalcini non sembrò emozionarsi più di tanto neanche il giorno in cui, il 10 dicembre 1986, ricevette a Stoccolma il Nobel per la Medicina, che invece ha rappresentato il coronamento di una delle ragioni di fondo della sua esistenza, la ricerca e la scoperta di una porzione anche infinitesimale di verità in quel grande mistero che sono ancora oggi l’uomo e la sua mente. Sulla strada della ricerca di queste verità, Rita Levi Montalcini sembra essere ansiosa di riscattare l’uomo dal prevalere delle sue qualità emotive, che in tante tragiche circostanze ne hanno segnato e degradato il cammino, per restituirlo puro alle sue facoltà cognitive, le sole in grado di generare insieme “virtute e conoscenza”. Cosa ci facesse in Parlamento luogo in cui agli uomini, si affiancano i mezz’uomini, gli ominicchi e i quaquaraquà? La nomina il Presidente Ciampi nel 2001 e sembra essere stata davvero una grande salvezza per lei che, in quel periodo, incredibile da credersi, versava in difficoltà economiche, non avendo sussidi o onorari di sorta. Non dimentichiamo anche le sue alterne vicende in seno al Parlamento: dovette difendersi dal sarcasmo di Storace. “Le porteremo le stampelle a casa”, furono le parole del politico di destra. Ma la reazione di Montalcini fu fiera e composta. Come quella nei confronti di Roberto Castelli della Lega, che definì “sperpero” il finanziamento all’istituto di ricerca European Brain, da lei diretto.
Non le furono risparmiati neppure insulti oltre ad appellativi tutt’altro che eleganti. Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle ingiuriò la ricercatrice scomparsa, al punto da ricevere una querela per l’offesa nei confronti di Montalcini.
Umberto Bossi, leader allora della Lega Nord, durante un comizio a Ponte di Legno disse di preferire Scilipoti a “quella scienziata, la Montalcini”.
Mentre sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella riferiva di come una cronista definendo “assenteista” la senatrice a vita, disse che bisognava assegnarle un altro nobel: “quello sui neuroni fantasma” e che Levi Montalcini avrebbe dovuto fare “la badante dei cervelli”.
Numerosi furono gli epiteti vergognosi contro la scienziata e le polemiche per la nomina a senatrice a vita. Lei però mostrò sempre dignità e forza. Disse che era talmente abituata da aver rinunciato ad ascoltare, ad un certo punto. Certo non si fece mancare le occasioni per rispondere a tono. Come quando scrisse a Storace.
“Io sottoscritta, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e fisiche, continuo la mia attività scientifica e sociale del tutto indifferente agli ignobili attacchi rivoltomi da alcuni settori del Parlamento italiano.
In qualità di senatore a vita e in base all’articolo 59 della Costituzione Italiana espleterò le mie funzioni di voto fino a che il Parlamento non deciderà di apporre relative modifiche. Pertanto esercito tale diritto secondo la mia piena coscienza e coerenza.
Mi rivolgo a chi ha lanciato l’idea di farmi pervenire le stampelle per sostenere la mia “deambulazione” quella dell’attuale Governo, per precisare che non vi è alcun bisogno.
A quanti hanno dimostrato di non possedere le mie stesse “facoltà”, mentali e di comportamento, esprimo il più profondo sdegno non per gli attacchi personali, ma perché le loro manifestazioni riconducono a sistemi totalitari di triste memoria.”
Adesso che lei non c’è più ci sentiamo più poveri, adesso che lei si è spenta proprio alla fine del 2012 è sembrato, metaforicamente, aver capito che questa vita ben poco avesse più da darle e quindi non abbia voluto forzatamente dare il benvenuto al 2013 con ben pochi input e possibilità di conquiste. I funerali si terranno domani nella sua Torino in forma strettamente privata: la ”Signora della Scienza” è ancora tra noi, un mito, è nessuno potrà dimenticarla mai perchè la sua monumentale esistenza ha conquistato l’eternità.
Noi la ricordiamo così:

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